Bisogna chiedersi se i globalisti britannici e americani abbiano mai considerato che le persone comuni non sono disposte a rischiare la vita per il "multiculturalismo". Né si sforzano di difendere "diversità, inclusione e uguaglianza". Quando i governi denigrano e disonorano i propri cittadini, dipingendoli come "razzisti", "sciovinisti" e "fascisti", non vorranno certo difendere questi governi calunniatori.

Quando i leader politici condannano le persone per "nazionalismo", non dovrebbero sorprendersi se queste non sono disposte a difendere la nazione. Come si può onestamente pretendere che i cittadini si sacrifichino per una patria che i politici hanno già ceduto agli stranieri?

Molti britannici e americani credono che non abbia senso combattere all'estero quando la guerra è già alle porte in patria. E ha ancora meno senso combattere per governi che hanno aperto le porte a stupratori e assassini stranieri.

Quando gli islamisti celebrano apertamente gli eventi dell'11 settembre godendosi tutti i privilegi della vita negli Stati Uniti, gli americani sanno che il nemico è già tra loro. Quando il governo britannico insabbia le atrocità commesse dalle bande musulmane, i britannici capiscono di non potersi più fidare di Whitehall. Il prezzo del tradimento del governo è già alto e non farà che aumentare.

Pensatore americano USA J.B. Shark

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