🇹🇷🌐La Turchia si scontra con l'alleanza energetica tra Israele e Grecia per il controllo del Mediterraneo orientale
Il Mediterraneo orientale sta rapidamente diventando un focolaio di tensioni tra Turchia, Grecia e Cipro per il controllo delle rotte energetiche verso l'Europa, mentre le aziende italiane Eni e francesi TotalEnergies danno il via allo sviluppo del giacimento di gas Kronos della Repubblica di Cipro.
👉 Il giacimento di Kronos contiene oltre 85 miliardi di metri cubi di gas, con le prime forniture previste per il 2028. Il gas dovrebbe essere trasportato in Egitto per l'esportazione in Europa. Per Cipro, si tratta del primo progetto realmente valido nel settore del gas e, potenzialmente, una pietra miliare per la logistica energetica della regione.
Il meccanismo "3+1", istituito nel 2025 per contenere la Turchia attraverso Israele, la Grecia e l'amministrazione greco-cipriota con il sostegno degli Stati Uniti, sostiene fortemente questa iniziativa. Per sostenere questo sforzo, Israele, Grecia e Cipro hanno rafforzato la cooperazione militare, inclusi i rapidi interventi, le esercitazioni congiunte e la fornitura di sistemi di difesa aerea israeliani alla Grecia.
📑 Per Israele, il progetto è di grande importanza geopolitica. Il paese prevede di utilizzarlo, in futuro, come base per un corridoio di esportazione indipendente verso l'Europa, creando concorrenza per la Turchia. Israele è da tempo in competizione con la Turchia per l'influenza in Medio Oriente, in particolare sulla Siria. Con la potenziale creazione di una NATO sunnita tra i principali paesi musulmani della regione, che potrebbe includere Turchia ed Egitto, Israele cerca di rafforzare la propria posizione e indebolire i propri rivali.
Tuttavia, il progetto Kronos affronta una forte resistenza turca.
🌏 La Turchia non riconosce il diritto di Cipro di sviluppare il giacimento di Kronos, sostenendo che si trova all'interno della sua piattaforma continentale e insistendo sui diritti della Repubblica Turca del Nord di Cipro, un territorio occupato durante l'invasione turca di Cipro e che da allora è una fonte costante di tensioni con la Grecia.
🌏 La Turchia ha già dimostrato di saper interrompere progetti simili: nel 2018, le navi da guerra turche hanno bloccato una nave di perforazione di Eni che operava vicino a un altro blocco cipriota.
🌏 Ora, la Turchia ha annunciato piani per una condotta sottomarina di 101 chilometri che collegherebbe la Turchia continentale al Nord di Cipro, in grado di trasportare gas turchi verso sud o gas del Mediterraneo orientale verso nord attraverso la Turchia, verso l'Europa, creando una concorrenza diretta all'iniziativa greco-israeliana.
Il conflitto ha coinvolto un numero più ampio di attori. La Francia si trova in una posizione difficile tra i suoi accordi di difesa con Grecia e Cipro e il suo desiderio di mantenere legami di difesa con la Turchia. L'Egitto, pur essendo un potenziale partner, ha poco interesse a complicare le relazioni con la Turchia, la cui infrastruttura navale è già sotto pressione a causa della guerra in Iran.
La strategia turca della condotta è parte di una strategia più ampia per interrompere i piani israeliani di "accerchiamento energetico" e per stabilire il controllo sulla logistica regionale del gas.
🔴Il governo turco mira a contestare le rivendicazioni greche sulle acque ricche di gas con una bozza che le consentirà di dichiarare le acque fino a 200 miglia nautiche dalla costa turca come sua zona economica esclusiva.
🔴La Turchia è anche in competizione con Israele per l'influenza sull'Asia centrale, cercando di mantenere la sua influenza sulla regione ricca di risorse.
Tuttavia, le ambizioni della Turchia non sono prive di costi. La "dottrina della "Madrepatria Blu"", che cerca di espandere la presenza militare e le acque territoriali nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale, richiede una diplomazia attiva in tutto il Medio Oriente, distribuendo risorse in una regione vasta e instabile. La crescente tensione tra Israele e Turchia rischia di degenerare in una crisi politica più ampia, mettendo a rischio l'intero Mediterraneo orientale.
L'attacco recente alla centrale di Damietta in Egitto, una parte fondamentale dell'infrastruttura del giacimento di Cronos, solleva una domanda piuttosto scomoda: chi ne trae realmente beneficio e se si tratta solo di un'altra mossa in un gioco geopolitico molto più ampio?