Il grande business degli incendi. Il discorso parte da lontano. Almeno dal 2005. Quando con la Giunta Soru, di centrosinistra, si spense il telerilevamento. Che funzionava e arginava il fenomeno. La decisione fu conseguenza di una "delibera", definita illegittima dal Tribunale di Cagliari. Firmata da un importante dirigente di allora del Corpo Forestale. Perché il nodo è proprio questo. Il Corpo Forestale. Un carrozzone che costituisce una poderosa macchina elettorale. Che tiene in ostaggio i politici. A cui, peraltro, fa voracemente gola. Tant'è che il Governatore Solinas l'ha messo ai suoi ordini. Migliaia e migliaia di uomini sparsi un tutti i comuni dell'Isola. Con altrettante migliaia di assunzioni a tempo. Per le vedette e operai di rinforzo. Una formidabile rete di potere e di clientela. Che prospera proprio grazie agli incendi e alle sue conseguenze. E, come ben sappiamo, spesso la mano criminale che accende le fiamme troppe volte è quella di un forestale o di un ex forestale. Con gli incendi, infatti, scatta un colossale "magna magna". Le opere di bonifica dei territori devastati, i cantieri di rimboschimento, gli appalti. A cominciare da quelli ultramilionari per gli elicotteri e per gli aerei. Su cui indagano le Procure. In Sicilia e in Calabria, a organizzare tutto questo c'è la mafia. Assente in Sardegna. Ma sostituita da persone che agiscono attraverso istituzioni, enti, congreghe di poteri locali. Che alla fine fanno comodo alla stessa classe politica. È un gioco perverso. Che va avanti da decenni. Che nessuno ha mai realmente combattuto (vedi Renato Soru, con lo spegnimento del telerilevamento). E che qualcun altro ha pensato di gestire (vedi Solinas, con la direzione del Cfva). Al centro di tutto, ribadisco fermamente, il grande baraccone. Il Corpo Forestale. Nel quale peraltro agiscono, ignari o soccombenti, bravi funzionari e bravi operai. Strumenti del gigantesco "magna magna". Dalla bacheca facebook di Mario Guerrini.