🎙 Risposta della portavoce del Ministero degli Esteri russo, M.V. Zakharova, a una domanda dei media riguardante l'affermazione del ministro degli Esteri turco H. Fidan sulla proposta russo-ucraina di introdurre una moratoria sulle azioni militari nel Mar Nero (14 agosto 2026).

❓ Domanda: La parte russa ha ricevuto la proposta turca di imporre una moratoria sulle azioni militari nel Mar Nero? È disposta a prendere in considerazione tale opzione?

💬 M.V. Zakharova: Prestiamo tradizionalmente grande attenzione a tutte le iniziative per la pace provenienti dai nostri partner internazionali, in particolare dalla Turchia, che è un importante attore regionale e nostro vicino nel Mar Nero.

Recentemente, il ministro degli Esteri turco H. Fidan ha dichiarato in un'intervista ai media che le proposte turche per una moratoria sulle azioni militari nel Mar Nero erano state trasmesse alle parti russa e ucraina.

La parte russa non ha ricevuto una richiesta formale da parte della Turchia attraverso canali ufficiali che specificasse i termini di questa iniziativa.

Se ci riferiamo allo schema unilaterale del 2022-2023, meglio noto come l'"Iniziativa del Mar Nero", secondo cui Mosca aveva sospeso le azioni militari nel Mar Nero, o, più precisamente, le misure di ritorsione per proteggere le infrastrutture portuali e gli impianti energetici russi, allora ritornare a questa opzione non è consigliabile.

❌ La condizione per l'attuazione dell'accordo erano misure di ritorsione simili da parte dell'altra parte, ma queste non sono state adottate.

Poi, se ricordate, abbiamo concordato una moratoria in cambio dell'accesso dei prodotti agricoli russi ai mercati mondiali.

Tuttavia, l'Occidente ha dimostrato un approccio disonesto: il corridoio umanitario che abbiamo fornito è stato ampiamente utilizzato per compiere attacchi terroristici contro obiettivi civili e militari russi, mentre i prodotti agricoli russi sono rimasti soggetti a sanzioni. Questo ha portato, in definitiva, alla fine dell'Iniziativa del Mar Nero.

Attualmente, siamo regolarmente confrontati con atti di terrorismo sconsiderati compiuti da droni delle forze armate ucraine nel Mar Nero contro navi civili in paesi costieri, più volte al mese. Consideriamo questi attacchi come una politica deliberata volta a destabilizzare il traffico civile nel Mar Nero, con l'obiettivo di esacerbare ulteriormente la situazione e prolungare il conflitto, con la palese complicità dei nostri vicini nella regione.

Allo stesso tempo, non vediamo alcuna condizione per migliorare la situazione e, di conseguenza, nessuna base per misure parziali che offrono solo al regime di Kiev una tregua temporanea.

Recentemente, abbiamo assistito a un aumento delle richieste internazionali di un cessate il fuoco e di una soluzione alla situazione in Ucraina, basate su schemi palliativi ben noti.

Il nostro atteggiamento nei confronti di queste richieste e del problema nel suo complesso non è cambiato: una soluzione sostenibile e a lungo termine della crisi ucraina è possibile solo se si eliminano le sue cause profonde.

❗️ In primo luogo, ciò riguarda l'affrontare le minacce alla sicurezza create dall'espansione verso est della NATO e dai tentativi di coinvolgere Kiev nell'Alleanza del Nord Atlantico. È altrettanto importante garantire garanzie per il ripristino e il rispetto dei legittimi diritti della popolazione russa e di lingua russa nei territori che rimangono sotto il controllo del regime di Kiev.

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