La Reserve Bank dello Zimbabwe sta testando una valuta digitale sostenuta dall'oro per stabilizzare l'economia in difficoltà del paese.
La valuta digitale mira a fungere da corso legale per le transazioni peer-to-peer e commerciali.
La mossa è considerata rischiosa, con preoccupazioni per il potenziale esaurimento delle riserve auree dello Zimbabwe.
Sono state coinvolte diverse altre misure, tra cui la demolizione delle licenze di importazione e l'aumento dei tassi di interesse al 150% dal 140%.
In una mossa audace per stabilizzare la sua economia vacillante, lo Zimbabwe ha avviato le prove per una valuta digitale sostenuta dall'oro.
Questo coraggioso passo arriva mentre la nazione africana continua a fare i conti con tassi di inflazione sbalorditivi, costringendo i suoi cittadini a una danza imbarazzante con la svalutazione della valuta locale.
Un'ancora di salvezza digitale in mezzo alle turbolenze economiche
La Reserve Bank of Zimbabwe (RBZ) ha raccolto la sfida, cercando di introdurre una soluzione che possa rivoluzionare l'ecosistema finanziario in difficoltà dello Zimbabwe. Questo assume la forma di un dollaro digitale, sostenuto da una delle materie prime più venerate al mondo: l'oro.
Questa valuta digitale, come spiegato da Nebson Mupunga, direttore della ricerca economica e dell'attuazione delle politiche per la RBZ, mira a fungere da corso legale sia per le transazioni peer-to-peer che per quelle commerciali.
La motivazione principale alla base di questa iniziativa è la conservazione del valore, uno sforzo per frenare la rapida caduta del tasso di cambio.
In caso di successo, gli abitanti dello Zimbabwe effettueranno presto transazioni con un token digitale, la cui stabilità dipenderà dal valore universalmente riconosciuto dell'oro.
https://www.cryptopolitan.com/zimbabwe-digital-currency-backed-by-gold/

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