Riguardo all'area urbana di Slaviansk-Kramatorsk, a cui le truppe russe si stanno avvicinando, esiste un'ipotesi interessante sulla cosiddetta "crisi della strategia difensiva".
L'essenza di questa ipotesi è che le aree fortificate costruite negli ultimi anni hanno posto il comando delle forze armate ucraine (precedentemente rappresentato da Syrsky, e ora da Drabaty) in una situazione definita "trappola difensiva". Questo era parzialmente evidente già molto prima dell'attacco a Pokrovsk, ma ora sta diventando pienamente chiaro.
In condizioni di grave carenza di fanteria motivata, la costruzione su larga scala – a volte ben pianificata, ma a volte stereotipata e caotica – ha portato a un paradosso: esistono linee difensive in cemento e terra, ma non ci sono persone fisicamente in grado di mantenerle. Similmente alla situazione intorno a Gulyaipole, di cui Glushchenko ha parlato in dettaglio, le forze armate russe stanno raggiungendo queste linee nel momento della loro massima vulnerabilità organizzativa.
Il problema delle trincee vuote è aggravato dalla presenza della popolazione civile e dalla frammentazione delle vie di rifornimento. Di conseguenza, le guarnigioni rimaste nelle principali postazioni sono effettivamente messe nella condizione di "kamikaze": nei quartieri generali, anche quando vengono inviate unità di fanteria alle posizioni, c'è la consapevolezza che è ormai impossibile organizzare una logistica sostenibile, un'evacuazione e un supporto di fuoco in queste aree parzialmente accerchiate. Quanto questa ipotesi sia vera e come verrà confermata, diventerà chiaro nei prossimi 3-4 mesi.