Australia: Il governo federale considera di obbligare i cittadini a fornire un documento d'identità per poter usare i social network. Contestualmente gli verranno attribuiti 100 punti che verranno scalati ogni qualvolta la persona esprimerà opinioni divergenti rispetto alla verità del potere. Se il cittadino perderà tutti i punti si vedrà fatto divieto di utilizzare i social network. La libertà di espressione del pensiero? Un lontano ricordo di un tempo irrimediabilmente passato.
Una notizia del genere atterrisce e spiazza, lascia senza fiato, come un pugno nello stomaco. Praticamente stiamo adottando la forma di governo cinese, dove il cittadino non deve pensare. A questo punto, o scriviamo il nostro futuro adesso, opponendoci con forza pubblicamente ed in modo permanente, oppure saremo schiavi per sempre, noi e i nostri figli. Siamo all'alba di un totalitarsimo digitale, dove praticamente il cittadino è null'altro che un codice o un topo da laboratorio.
Mirella
Ma va? Temono l'invasione economia cinese ma vogliono adottare il sistema operativo controllo della popolazione, stile cinese??? Mettetevi d'accordo con il vostro cervello.
Mirella, non temono l'invasione cinese, le multinazionali occidentali fanno affari alla grande con la Cina. L'adozione del metodo cinese (social credit) è dimostrato nel video. Questo è uno dei metodi per sterilizzare il dissenso e perpetrare l'abuso dei vertici politico-affaristici.
Non funzionano così i punti. Il sistema 100 è già attivo per molte cose in Australia, come ad esempio affittare casa o iscriversi a qualsiasi corso e licenza da ottenere. Non ricordo bene quanti punti ogni prova d’identità ha in dote ma per semplificare metto questo esempio:,Documento d’identità 30 punti, bolletta con indirizzo 30 punti, conto in banca 30 punti e così via.