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Apprendo con costernazione che nell'ambito dell'inchiesta Lavitola-Ranucci è emerso che il signor Ranucci possiede ben 78 mila dossier relativi a vicende, società e persone fisiche. Ovviamente questi dossier sono stati costruiti al di fuori di qualsiasi principio di contradditorio dove "l'attenzionato" possa dire la sua. E' evidente che poi Ranucci usa e può usare questo immenso archivio alla bisogna.

Mi permetto di sottolineare che questo non è giornalismo d'inchiesta (definizione che manco dovrebbe esistere perchè in un paese civile le inchieste le fanno i magistrati) ma killeraggio vero e proprio. Mi permetto di aggiungere che il Signor Licio Gelli è finito ar gabbio per molto meno; cosa volete che sia una loggia coperta (all'epoca dei fatti peraltro pratica neanche vietata per quanto mi consta sapere) rispetto ad un "giornalista del servizio pubblico" che ha accumulato presunte prove/informazioni su non si sa bene cosa e su chi, al di fuori di qualunque regola e che può utilizzare a piacimento (e magari a comando dei suoi referenti)? Tutto peraltro dietro il paravento della libertà di stampa, che però non è libertà di rovinare gli altri tanto poi se si è assolti dopo 20 anni ormai è andata....

Il metodo Scalfari non passa mai di moda...con la differenza che almeno lui, non si faceva scoprire.

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1 comment

Jacopo Mazzoni
è tutto finto,adesso con tutta questa tecnologia e metodi vari di controllo non sapevano che era fuori...per me se veramente lo volevano uccidere non esitavano in questo modo,così si cerca di dare un bagliore di speranza,che non esiste,nella democrazia e nella giustizia.si crea un martire gli si da visualità e poi gli si fa dire cose false per farti perdere la strada,in parole povere,hanno un altro divulgatore,anzi "COLLABORATORE DI GIUSTIZIA" dalla loro parte...io non mi fido più di niente!