GREEN PASS, RISCHIO SCAFFALI VUOTI E PREZZI ALLE STELLE
A pagare il prezzo dell'imposizione del green pass saranno soprattutto i consumatori. Previsti ritardi nelle consegne di materie prime e prodotti di prima necessità.
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Non è il vaccino, ma il Certificato Verde il reale obiettivo del governo Draghi.
Certificato Verde, ovvero una tessera che dia diritti o meno ai cittadini in funzione della loro obbedienza verso i diktat del regime
LIBERTÀ DI SCELTA.
NO GREEN PASS.
Vorrei che ci sia davvero la penuria così la gente si sveglia riferito agli indifferenti e ai radicali chic.
Quindi vorrei chiederti: per quale motivo avrebbero dovuto omettere di dare questa informazione? Ti saluto cordialmente, attendo tuo riscontro
Meglio pane e cipolla per settimane....
Nel contesto odierno, il richiamo alla democrazia che va scomparendo sotto i nostri occhi e alla NONVIOLENZA rappresenta una delle grandi conquiste dei movimenti.
La maggiore virtù dell’alternativa nonviolenta è che toglie prestigio alla repressione e concede una forte autorità morale a qualunque movimento.
È grazie alla sua opzione “pacifista” che si è potuto osservare, spesso in modo estremamente chiaro, il funzionamento del meccanismo di retro-alimentazione della violenza di Stato descritto nel (post 3). Anche se i media cercano comunque di ignorarlo, il rifiuto rigoroso di ogni violenza fisica da parte dei movimento ha costretto in più occasioni lo Stato a mettere in scena artificiosamente la violenza esercitata dai suoi corpi repressivi, infiltrando falsi manifestanti e scatenando poi gli incidenti ripresi e demonizzati dai media!
Ciò che maggiormente sorprese nel movimento degli “Indignati” fu l’immensa tranquillità della loro indignazione e la loro scarsa vulnerabilità alle costanti provocazioni della polizia infiltrata o uniformata. Questo atteggiamento ha avuto l’effetto di un reagente chimico, dividendo chiaramente la violenza dalla convivenza pacifica e dalla autentica vita politica, e mettendo tutta la violenza sul conto dello Stato. In questo modo, lo Stato non si dimostra violento soltanto per la sua politica repressiva, sociale ed economica, apertamente contraria agli interessi vitali della sua popolazione ma, anche, perché i suoi corpi repressivi, incapaci di realizzare una provocazione efficace, sono costretti alla drammatizzazione – sempre con la complicità dei media – di scene di guerra civile ad opera di minoranze evitando o addirittura oscurando invece la disubbidienza civile della maggiorparte dei manifestanti.
L 'obbligo che la potenza di questi movimenti ha imposto a questo sistema di retro-alimentazione costringendolo a funzionare in circuito chiuso, rappresenta un successo di dimensioni colossali che conferma la correttezza della opzione nonviolenta. Infatti, nelle attuali circostanze, ormai il regime riesce a funzionare solo in modo delirante. Poiché è difficile non definire come delirio, ad esempio, coloro che considerino violenza la libera discussione nelle strade e nelle piazze, la resistenza passiva a una carica della polizia, l’opposizione al licenziamento dal proprio posto di lavoro, il recupero della vita civile o delle proprie libertà.
Finora lo Stato sovrano aveva tra le sue facoltà il monopolio della identificazione della violenza.
Oggi come per gli indignados la popolazione gli deve togliere questo privilegio senza pretendere minimamente di disputargli il monopolio della violenza fisica: se tutta la violenza sarà dalla parte dello stato, da quella della popolazione civile ci dovrà essere invece la potenza costituente dell’indignazione, della resistenza pacifica, ma ancora di più del potere immenso del boicottaggio e della disubbidienza intransigente verso ogni restrizione della propria libertà.