Dunque dobbiamo riporre ogni nostra speranza di felicità e di bene nella politica e lavorare sodo affinché il meccanismo con il quale coloro che detengono il monopolio della forza ci autorizzi a sperare in un cambio politico della nostra condizione esistenziale, dandoci finalmente ragione e mettendo quelli nei quali abbiamo fiducia a dirigere la ristrutturazione della piramide.
Naturalmente chi nutre queste speranze non comprende che in questo modo ha fatto proprie e interiorizzate tutte le istanze che reggono l’archeologia del mondo in cui vive. Ed esse sono: a) esiste un solo mondo; b) ognuno di noi è un replicante dell’altro; c) la società determina quello che siamo, se cambia la nostra posizione nella società anche noi saremo diversi da quello che siamo; d) se è vero che esiste un solo mondo, quello fisico, e se la società, come la somma di atomi che compone un sasso, non è che la composizione di atomi tutti eguali, allora non esiste interiorità, anima, libertà. Non siamo altro che la modificazione di qualcosa che, come causa esterna, ci spinge a provare certe emozioni, certi desideri, certe aspettative. Tolte queste cause esteriori siamo tolti anche noi, perché saremmo come puppazzetti a batteria che hanno finito la corrente.
Naturalmente potrebbe esserci anche una prospettiva del tutto diversa, ossia, in ultima istanza, noi non apparteniamo in toto a questo mondo, che è quello del determinismo, ma con una parte di noi partecipiamo ad un altro mondo, quello della libertà, ovvero quello nel quale non agiamo perché spinti da qualche causa o bisogno, ma mossi da fini che nascono dentro di noi e solo per ragioni ideali.
Paradossalmente solo se sul serio supponiamo che la realtà sia almeno scissa in due universi incomunicanti, quello materiale e quello spirituale, possiamo sul serio fare qualcosa per modificare sostanzialmente e non nei dettagli, la nostra condizione mondana, quella esteriore. Ad esempio, smettendo di immaginare che tutto il ciarpame di merci, di immagini, di seduzioni materiali, con cui il sistema ci incanta abbia un qualunque valore e dunque e, senza nessuno sforzo, smettere di sbavare per le spiagge incontaminate dove godere di vacanze da sogno, smettere di immaginare che seduti su di una BMW saremmo molto più stimati che in groppa ad un mulo, smettere di delirare circa il fatto che qualcuno o qualcosa, se non noi, potrebbe cambiare in meglio la nostra vita. (2/2 fine - Alfredo Morosetti, facebook)

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Grazia F.
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