No! Non viviamo in un libero mercato. L'etichetta di "fascismo" viene spesso utilizzata in modo superficiale contro chiunque metta in discussione il paradigma dominante, senza una comprensione autentica del suo significato. Giovanni Gentile, filosofo italiano, definì il fascismo come "corporativismo", una fusione tra potere statale e aziendale. Benito Mussolini adottò questa definizione, enfatizzando la simbiosi tra stato e interessi aziendali come obiettivo centrale. Questo non solo consolida il controllo centralizzato, ma favorisce anche le grandi imprese a scapito della concorrenza e dell'innovazione. Il corporativismo non è solo un tratto del fascismo storico, ma una dinamica che può emergere in qualsiasi sistema dove stato e grandi aziende collaborano strettamente per mantenere il loro potere. A ben vedere, questa forma di corporativismo ha preso piede, in modo strisciante, dal 27 luglio 1694, con la nascita della Banca d'Inghilterra.
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qui – di Carmen Tortora