Una data che è passata inosservata negli anni frenetici della disfatta dell’Unione Sovietica.
Quel giorno a Mosca apriva il primo McDonalds.
E c’ero anche io, un ragazzo di 17 anni, in quella fila chilometrica che durava ore e ore nel freddo di gennaio moscovita insieme ai miei compagni del primo anno dell’università.
Non avevamo un minimo dubbio, dovevamo esserci in quel momento sulla piazza Pushkinskaya.
E non che eravamo molto affamati o assettati.
Volevamo vedere da vicino e toccare con la mano un simbolo del mondo occidentale che ci sembrava magico e affascinante.
Nel frattempo la Russia, il nostro paese cominciava a morire sotto i colpi dei traditori interni e loro padroni esterni.
L’arrivo di McDonalds in Russia oggi può sembrare insignificante, ma allora era un simbolo, un feticcio, qualcosa di molto più grande di un hamburger o patatine fritte….
Sono passati 32 anni, sono decenni che non metto più il piede nei McDonalds e l’ho sconsigliato anche ai miei figli.
Ma la notizia della chiusura di tutti i McDonalds in Russia che è arrivata ieri mi ha colpito e sollevato.
Ci sono voluti 32 lunghi anni perché la Russia si svegliasse e cominciasse a liberarsi dal dominio dei vari McDonalds e Coca Cola, di Marlboro e di Rolex, di IKEA e di Netflix, di USA e di UE.
Che sia la volta buona per noi per chiedere perdono alla nostra Patria e riprendersi finalmente la nostra identità culturale, esistenziale, storica??
I gulag erano carceri ma se vuoi ascoltare il mainstream americano sono morti milioni di miliardi di persone .. tant'è che ancora oggi Stalin è visto positivamente dal 60% dei russi
Ora puoi ancora tornare a guardare la TV