REFERENDUM NO GREEN PASS: cosa ne pensa Marco Mori?

Referendum No Green Pass: è giusto farlo? Byoblu ne parla con tutti i protagonisti della battaglia per la libertà. In questa puntata, Claudio Messora ha chiesto a Marco Mori se firmerà il referendum. Sentite che cosa ha risposto. #referendumnogreenpass

https://www.byoblu.com/2021/09/19/referendum-no-green-pass-marco-mori/

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F. Fr
attenzione che il referendum puo essere anche una trappola del governo
Ingrid Seidel
IN RISPOSTA ALLE CRITICHE MOSSE ALL’INIZIATIVA REFERENDARIA CONTRO IL GREEN PASS Ci giungono da più parti notizie circa le perplessità e le critiche espresse da alcuni in ordine all’opportunità, all’efficacia e alla “matrice” politica dell'iniziativa referendaria da noi intrapresa. Premettiamo, per sgombrare subito il campo da questo argomento, che si tratta di un referendum voluto, organizzato e promosso da comuni cittadini per i cittadini, al di fuori di qualsiasi matrice politica. I promotori si sono mossi a livello individuale e si sono incontrati strada facendo, pubblicando libri, organizzando o partecipando a interventi pubblici, rivolgendo manifesti e appelli alle più alte cariche dello Stato: e subendo sulla pelle, da più di un anno e mezzo, le conseguenze delle loro reazioni a questa grottesca deriva antidemocratica. Del resto, che l’iniziativa referendaria non goda dell’appoggio di alcun partito politico lo dimostra proprio la “trasversalità” dei rilievi mossi ai promotori. Passando alle critiche in ordine all’opportunità dell’iniziativa referendaria, è appena il caso di ricordare che quella più diffusa, secondo cui “il Green Pass è illegittimo e basta, e fare un referendum vuol dire solo legittimarlo”, sembra ignorare o dimenticare che l’illegittimità di un provvedimento può essere accertata e dichiarata soltanto in sede giurisdizionale, e non – per quanto ciò possa a taluni dispiacere – sui social media. Per tacere del fatto che il referendum è in generale uno strumento di democrazia partecipativa, di interlocuzione diretta e formale tra cittadini e istituzioni, e che questo referendum in particolare è volto ad abrogare – e non a legittimare – la normativa sul Green Pass. Un’altra diffusa critica è quella secondo cui “se fallisce il referendum, il Green Pass diventerà obbligatorio per 5 anni o definitivo”. A parte il malaugurio, questa critica offre in realtà lo spunto per ricordare – a quei pochi che davvero non lo sanno – che il Green Pass è già obbligatorio, perché introdotto in forza di provvedimenti normativi adottati dal Governo, perfettamente vigenti, alcuni dei quali convertiti in legge da parte del Parlamento. Sulla durata temporale del Green Pass è, del resto, difficile pronunciarsi: vuoi perché i cittadini – compresi i promotori del referendum – non hanno la sfera di cristallo per prevedere le mosse del Governo, come l’ultimo anno e mezzo ha ampiamente dimostrato; vuoi perché il Green Pass è stato istituito con legge e atti aventi forza di legge e non con un DPCM e, pertanto, non solo non decadrà con la cessazione dello stato di emergenza, ma sarà sempre possibile estenderne la validità ai prossimi 5 o 10 o 20 anni, fino a renderlo definitivo per tutti. Che è proprio ciò che il referendum vuole evitare, andando a colpire gli atti istitutivi della misura. In questo senso, anche l’ulteriore critica secondo cui “lo stato di emergenza termina il 31 dicembre e poi niente più Green Pass”, perde ogni utilità. E veniamo all’efficacia del referendum. Che quest’ultimo si concretizzerà in uno sforzo molto oneroso, quasi una sfida titanica, lo sappiamo bene, ma crediamo in tutta onestà che questa sfida vada intrapresa senza esitazioni e con ogni mezzo lecito. E quindi vorremmo spiegarvi la prospettiva corretta in cui, a nostro avviso, inquadrare l’iniziativa referendaria sul Green Pass. In primo luogo, va appena ricordato che, di fronte ad un atto legislativo o avente forza di legge – quale il Decreto Legge istitutivo del Green Pass – l’ordinamento italiano mette a disposizione dei suoi cittadini una serie di rimedi tra cui, appunto, i referendum abrogativi. Questa proposta di referendum, in particolare, non costituisce un punto di arrivo, ma una delle diverse iniziative che i promotori stanno promuovendo per combattere il nuovo totalitarismo, e si inserisce in un quadro organico di azioni, di cui è utile esaminare la tempistica.
Mattei è candidato a sindaco di Torino e sembra favorito-infatti fa di tutto x mettersi in mostra
A me non piace ma soprattutto non mi convince
Mauriz##
Col referendum, Sarebbe la fine..... Tv e media allineati...... Ma siamo pazzi? Non firmate!
No al referendum, sono trent'anni che non c'è stato un referendum a favore del popolo, siamo già nella brace figuriamoci con un referendum manipolato da quei politici corrotti e venduti
Il referendum si farà. Ma per votare ci vorrà il green pass 😂😂😂
Se firmate al referendum sarà la condanna definitiva.
Poi fate quel che volete..
Poi però no piangere..
Damiano
INFO@REFERENDUMNOGREENPASS.IT
qui ho motivato il mio no, è inutile dirlo nelle chat
marco rose
Credo che un referendum in questo momento sarebbe inutile e contro producente. Non voglio parlare di trappola perchè cerco sempre di vedere il buono nelle iniziative ma, e mi ripeto , non è il momento opportuno. Buon lavoro
Grazie infinite Prima di tutto a Claudio per la capacità di gestire e con competenza e anche informare, Grazie infinite all'avvocato Marco Mori di cui condividiamo io e Cesare completamente tutta la spiegazione la motivazione e l'impegno punto ogni sua parola ha valore ed è meditata e precisa dobbiamo rendersi conto che non abbiamo nulla da perdere stiamo già perdendo i diritti umani di esistenza e questo è orribile qualunque tipo di reazione è questa lo è e può essere rimpallata successivamente come Mori spiega molto bene Ci dà uno spazio di dignità e di un minimo esercizio di libertà e competenze, le persone che possono intervenire e spiegare e motivare ci sono a centinaia nei vari settori di chi tra di noi si oppone a un obbligo che l'espressione di un potere tecnocratico totalitario con finalità molto chiare Grazie
Ingrid Seidel
Se riusciremo a raccogliere le firme necessarie per andare alle urne, ciò non avverrebbe comunque prima dell’aprile 2022. Può sembrare un’attesa lunga, in cui ciascuno di noi sarà chiamato a resistere e ad agire nei modi più lucidi e consapevoli; ma nel frattempo il Comitato organizzativo avrà studiato altre azioni, quali i ricorsi in sede giudiziaria, anche internazionale, oltre a quelle iniziative di dialogo “politico” che normalmente dovrebbero intercorrere tra i cittadini e i loro rappresentanti. Se uno di questi tentativi andrà in porto, il problema potrebbe dirsi, ottimisticamente, risolto “alla radice”. Se, invece, tutti questi tentativi dovessero fallire, il referendum abrogativo dell’aprile 2022 costituirà davvero l’ultima chance per chi, come noi, intende opporsi ad un odioso strumento di discriminazione personale e sociale. Per allora, gli italiani avranno vissuto un nuovo anno di torture, avranno testato il fallimento del Green Pass come strumento di limitazione dei contagi e non ne potranno più di portare al collo un cappio che si stringe e si allarga a piacimento di un Governo privo di qualsivoglia legittimazione popolare: fatti, questi, che potrebbero far crescere il fronte del no al Green Pass e determinare un'ampia partecipazione popolare al voto referendario. Se anche il referendum fallirà, le avremo davvero tentate tutte e non avremo perso niente; ma se il referendum avrà successo, sarà perché abbiamo piantato oggi i semi di quel successo. La vera sfida è riuscire a raccogliere in un lasso di tempo molto breve le firme necessarie: i numeri ci sono, ce lo confermano i gruppi con cui siamo in contatto, le piazze che continuano a riempirsi, gli studenti che iniziano ad alzare la testa, le offerte di collaborazione dei tanti che vogliono aiutarci, ciascuno nella propria città. Certo, i tempi sono stretti, ma occorre comunque tentare. E, a questo riguardo, valga un’ultima osservazione, che intende rispondere anche ad altre critiche. Perché proporre il referendum ora e non dopo, tenuto anche conto dei possibili, ulteriori provvedimenti che il Governo potrebbe adottare (come, ad esempio, quelli sull’obbligo vaccinale)? Semplice. Perché dopo non sarà possibile: a causa delle scadenze incrociate derivanti dalla normativa referendaria e dalla scadenza della legislatura, infatti, non sarà più possibile presentare proposte referendarie fino alla metà del 2024. Pertanto, a chi parla di rischi connessi all’iniziativa referendaria rispondiamo semplicemente che l’unico modo per non correre rischi è sedersi a braccia incrociate e adeguarsi alle disposizioni governative, proprio mentre le si giudica illegittime e proprio quando è il momento di lanciare un segnale chiaro e forte al Governo e allo Stato. E che i cittadini avallano questo odioso strumento di discriminazione proprio nel momento in cui si servono del Green Pass, non quando lo contestano. Ecco perché ci stiamo provando, qui e ora; ecco perché ci serve anche l’aiuto di quanti contestano il Green Pass. Olga Milanese, Luca Marini, Francesco Benozzo
Siccome appunto nessuno ha la sfera di cristallo che si aspetti il 31 Dic e vediamo cosa fà il governo. Se prolunga lo stato di emergenza allora si interviene. Come pensate che la corte renda ammissibile un Referendum i cui provvedimenti al momento scadono il 31 Dic? Visto che prima di Aprile non si voterebbe? Nel frattempo di azioni giudiziarie in piedi ce ne sono a iosa, sia nazionali che in sede europea. Il Referendum ora è prematuro e inutile.
Nella Storia della Repubblica Italiana, finali dei Mondiali ed Europei di calcio a parte, non abbiamo mai avuto una data precisa, un singolo giorno esatto in cui siamo stati veramente uniti come Popolo, come Nazione, come gruppo di esseri umani che si riconosce in un'unica lingua e bandiera, il Tricolore.

𝐀𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐞 𝐥'𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨. 𝐄̀ 𝐢𝐥 𝟏𝟓 𝐎𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟏

Non dobbiamo fare nulla. Anzi, dobbiamo fare esattamente quello in cui siamo più bravi quando si tratta di far valere i nostri diritti, e cioè Niente!
Dobbiamo semplicemente fare spontaneamente quello che ci è stato imposto per quasi 3 mesi da Marzo a Maggio 2020 e, per più lunghi periodi, per molte attività, tra il 2020 ed il 2021:

𝐃𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞, 𝐥'𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚, 𝐝𝐚 𝐍𝐨𝐫𝐝 𝐚 𝐒𝐮𝐝.

Dal panettiere all'idraulico, dal supermercato all'industria di automobili, dal Centro Commerciale alla catena di Fast food, dal ferroviere al poliziotto, dall'insegnante all'impiegato comunale.
Non si va da nessuna parte, non si esce a fare nulla, non si compra nulla, non si fa benzina, non si acquistano tabacchi e alcolici (monopoli di Stato), ce ne stiamo a casa (quella casa che vogliono tassare ulteriormente con la riforma del catasto e con l'introduzione dell'Imu, sì anche sulla prima casa!) a goderci un giorno in famiglia, è un venerdì, si fa un bel fine settimana lungo.

A Lavorare devono andare solo coloro ai quali il Green Pass non viene chiesto, mi pare siano esclusivamente i parlamentari, che votano leggi (giuste o sbagliate che siano) per gli altri, ma non per se stessi.

Per rispetto del popolo, e per non colpirlo ulteriormente più di quanto non lo sia stato già, solo i servizi sanitari indifferibili devono essere garantiti, pronto soccorso, interventi urgenti salvavita e quant'altro riterrete opportuno.

Si chiama resistenza non violenta, è una pratica per raggiungere degli obiettivi per mezzo di proteste simboliche, disobbedienza civile, non-cooperazione economica o politica, e altri metodi, senza l'uso della violenza.

L'articolo 1 della nostra Costituzione recita:

"𝐋'𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞".

Non c'è scritto:
"l'Italia è una Repubblica fondata sulla dimostrazione di aver fatto un tampone o una terapia farmacologica per poter lavorare".

Capisco che, quasi certamente, questa iniziativa può non interessare a tutti, ci sono molti che sono convinti della bontà di questo, come di tanti altri provvedimenti presi da questo Governo, nel quale chiunque di noi, non affetto dalla sindrome del pesce rosso, farebbe fatica a riconoscersi, andando a guardare l'esito delle urne del 2018, non trent'anni fa, appena 3 anni fa!

Andare in piazza a manifestare è bello, fantastico, meraviglioso, ma non serve a nulla, ci fanno il trafiletto di giornale, il servizio con le inquadrature strette al Tg, intervistano lo smidollato di turno e tutto finisce lì.
Men che meno serve andare a scontrarsi con la polizia ed i carabinieri, padri di famiglia che fanno il proprio lavoro per un pezzo di pane, mettendosi di traverso tra il Popolo e gli Aguzzini. Quindi non resta altro che lo Sciopero Bianco.

Se l'idea vi aggrada aiutatemi a condividerla, non si sa mai salti fuori qualcosa di buono il tempo per organizzarci c'è tutto).
Ovviamente lo sciopero bianco continua, come a braccio di ferro, fino a che il Governo non si piega, altrimenti non abbiamo fatto nulla.

Il 15 Ottobre intanto si inizia.
Votare assolutamente NO
NON ANDATE PROPRIO A VOTARE SE VOLETE FARE UN PIACERE A VOI STESSI TANTO X COLORO CHE SONO A FAVORE DEL VACCINO TANTO X COLORO CHE SONO CONTRO IL VACCINO. IL VOTO COSTITUIRÀ IN QUESTO MOMENTO LA PISTOLA RIVOLTA VERSO DI VOI. E ANCHE QUESTA VOLTA SARANNO FUORI RESPONSABILITÀ LORO Ovviamente.
Questi non rispetteranno mai la par condicio sotto referendum. Hanno già fatto di peggio.. e parlare di togliere la pensione agli anziani non vaccinati equivale a una sentenza di morte.. peggio dei campi di concentramento.
Paola M
Bravi Mori e Messora! “Non abbiamo nulla da perdere”! Il ferefendum è uno strumento in più per dar vita ad un dibattito, anche se non avremo la par condicio, sicuramente guadagneremo maggiore visibilità. In più, anche in caso di eventuale sconfitta non significherà resa, né abbandono di altre forme di resistenza.