Volevo esprimere il mio parere non richiesto sulla querelle Tamaro-Verga. Ecco, posto che Verga è un grandissimo, in particolare ritengo indimenticabili alcune delle sue novelle come Rosso Malpelo e la Roba ritengo che la sparata della Tamaro sia un'utile provocazione. I giovani non leggono, e non può essere colpa dei giovani. E' platealmente colpa della Letteratura e della sua narrazione scolastica. E allora che fare? Non lo so che fare, non sono un letterato, non ho istudiato le belle lettere io, ma è chiaro ed evidente che qualcosa bisogna fare. Trovo i programmi di oggi plumbei e asfittici; adatti sostanzialmente alla confort zone degli insegnanti (aspetto di essere fucilato dopo aver detto questa). E poi soprattutto pigri, parlano di Europa ogni treperquattro e poi l'unica cosa di europeo che merita di essere studiato, la sua letteratura, rimane fuori dalla porta. E Goethe, e Mann, e Baudelaire, e Gibson (e americano ma va bene uguale), e Poe, e Dostoevskij e Gogol dove diamine sono? Niente, non ci sono, si continua con la vecchia minestra dei miei tempi anche se la ricetta è chiaramente superata: se i giovani non fremono per la lettura tutto è inutile. E allora? E allora qualcosa bisogna fare, ha fatto bene la Tamaro a provocare e dissacrare un Mostro Sacro (che tale rimane e rimarrà, ci mancherebbe; nulla contro Giovanni). Che cosa? Non lo so. Ma forse non è sbagliato neanche nel merito ciò che dice la Tamaro. Bisogna democratizzare, "commercializzare", dissacrare, abbattere i Sacri Piedistalli dei Mostri Sacri. Io, non vengo da una famiglia di Istudiati, a casa mia non c'era certo una parete con tutti i Meridiani della Mondadori, ma grazie al prete del paese che ci creò una biblioteca per ragazzi all'oratorio (ricordo ancora il primo libro che presi "Storia della Pirateria"!) e all'insegnante di italiano delle medie (che poi era sempre il prete del paese) è nata la passione. Poi alle superiori iniziai a comprare i SuperBur tipo "Tom Clancy - Caccia all'Ottobre Rosso" o "Ludlum - Acquitania" e poi e poi. Ecco, si sono molto orgoglioso di ciò che ho letto. Potrei stupirvi con gli effetti speciali e sfoggiare una certa cultura letteraria come la Ferragni sfoggia vestiti. E allora, majakovskijanamente parlando, abbattiamo i piedistalli dei mostri sacri. Il resto saranno Daimon, Tyche, Ananke ed Eros a deciderlo, come sempre del resto. ❤️
Suggerimenti per una boccata di aria nuova: Pasolini, Celine, Rebatet, Nabokov. Mai avuto il sommo piacere di conoscerli durante tutti i lunghissimi anni a scuola, a parte qualche incontro clandestino. E diciamolo: Mann se non è tradotto bene, è la Vergine di Norimberga 🏀🏀
Non lo so se si trattava davvero di uno "scossone". A me sinceramente sembra un'uscita in perfetto stile WOKE.
Perchè i giovani non dovrebbero leggere Verga o Dante? Perchè troppo difficili o noiosi? Ma crescere richiede uno sforzo da parte dell'alunno, l'impegno dell'insegnante oppure sostituiamo i classici con Harry Potter e tutti contenti.
E chi lo dovrebbe sostituire, Calvino, Pasolini, Vittorini, Pavese o qualche sconosciuto del XXI° secolo?
Io studiai in un'istituto tecnico e una giovane insegnate napoletana piena di entusiasmo ci fece amare Verga, Pirandello, ma anche i scrittori del neorealismo italiano, i "poeti maledetti" francesi.
Piuttosto che togliere classici dai programmi bisognerebbe dare più spazio alle dottrine umanistiche e non mandare gli studenti a lavorare al McDonald's.
Bisognerebbe fare studiare a scuola poeti contemporanei come Valerio Negrini, Mogol, Vecchioni, Gaber, Stefano D’Orazio e tanti altri. Senza nulla togliere a Verga&Co.
Si continua a confondere la letteratura italiana con quella straniera, se parliamo di percorso scolastico la prima è imprescindibile ed una cosa è certa, Verga è un gigante che non può essere sostituito dalla Tamaro. Continuiamo a martellarci sui gioielli di famiglia inspiegabilmente.
E diciamolo: Mann se non è tradotto bene, è la Vergine di Norimberga 🏀🏀
Perchè i giovani non dovrebbero leggere Verga o Dante? Perchè troppo difficili o noiosi? Ma crescere richiede uno sforzo da parte dell'alunno, l'impegno dell'insegnante oppure sostituiamo i classici con Harry Potter e tutti contenti.
E chi lo dovrebbe sostituire, Calvino, Pasolini, Vittorini, Pavese o qualche sconosciuto del XXI° secolo?
Io studiai in un'istituto tecnico e una giovane insegnate napoletana piena di entusiasmo ci fece amare Verga, Pirandello, ma anche i scrittori del neorealismo italiano, i "poeti maledetti" francesi.
Piuttosto che togliere classici dai programmi bisognerebbe dare più spazio alle dottrine umanistiche e non mandare gli studenti a lavorare al McDonald's.