L'Aifa ha dato parere favorevole alla "terza dose" partendo dai "fragili e dagli immunodepressi". Poi sarà la volta degli ultraottantenni, poi dei medici, e tutto il gruppone a seguire. Siamo di fronte ad un salto quantico non indifferente. Se fino a ieri eravano "presunti malati fino a prova contraria" (obbligo di tampone), ora siamo "presunti malati cronici sino a prova contraria". L'iniezione ab libitum (loro), è di fatto la cronicizzazione della malattia. Pur da sani siamo diventati malati cronici, necessitanti di cure (preventive) fino a fine epidemia (la dichiarano sempre loro, la fine). Anzi, per dirla tutta, con lo sdoganamento della terza dose (in Israele si parla già di "quarta") l'Umanità intera non è più sana, ma è ex lege diventata un'umanità malata cronica. Dunque un umanità dipendente e bisognosa di cure e dunque non più autonoma e libera. Per il nostro bene, si capisce. Forse non tutti si rendono conto del salto concettuale che c'è dietro una dichiarazione di "umanità malata cronica" sino a prova contraria. O meglio, fino a dichiarazione contraria dei nostri amorevoli medici e governanti. Rileggetevi la montagna incantata di Mann. O faremo la fine di Castorp, sette anni in sanatorio.