TRIESTE, SE IL GOVERNO NON CEDERÀ POTREBBERO ESSERCI DEGENERAZIONI DEL DISSENSO – Andrea ZhokAndrea Zhok, su Byoblu, ha evidenziato la "spaccatura evidente e preoccupante non riconosciuta dal Governo" manifestata dalla quasi metà degli Italiani che non va a votare.
➡️ https://go.byoblu.com/RischioDegenerazione
La Sua richiesta inoltrata al Centro di Contatto Europe Direct è la seguente :
Come cittadino italiano ed europeo desidero segnalare le "gravissime violazioni" delle norme e dei trattati europei e dei diritti garantiti ad ogni cittadino non solo dalla Costituzione della nostra Repubblica ma ANCHE DALLE NORMATIVE UE, da parte del governo italiano nella questione Covid-19.
Lo Stato italiano, col D.M. 23/7/2021 n’ 105 e 6/8/2021 n’ 111/2021, ha imposto l’obbligo di cosiddetto “Green pass” per usufruire di moltissime attività (vita sociale, come ristoranti, vita culturale , come mostre ed eventi, vita sportiva, come piscine e palestre), per spostarsi liberamente all’interno della nazione (Impedendo dal 1 settembre l’accesso ad aerei e treni intercity o Alta Velocità), ed Addirittura per esercitare il proprio diritto al lavoro per intere categorie ( insegnanti, sanitari) o per accedere a servizi previsti nella propria attività (servizio mensa) ed anche l'accesso presso le stesse strutture sanitarie; tale documento, rilasciato solo a chi si è sottoposto a vaccinazione (NON OBBLIGATORIA) o a tampone con esito negativo ma valido solo per 48 ore, costituisce una PALESE E GRAVISSIMA DISCRIMINAZIONE tra i cittadini, impedendo l’esercizio di basilari diritti e di libertà individuali a chi non ne è munito, in EVIDENTE CONTRASTO CON LA NORMATIVA EUROPEA, Laddove questa recita nel proprio Regolamento 2021/953 del Parlamento Europeo e del Comsiglio del 14 giugno 2021 “ È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino Anti Covid-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate, o HANNO SCELTO DI NON ESSERE VACCINATE”.
Con la propria legislazione, invece, lo Stato Italiano sta discriminando i cittadini che hanno scelto di non vaccinarsi, conformemente ai principi sacrosanti e costituzionali di libertà di scelta nelle cure, imponendo loro una sorta di odioso ricatto, ad accettare un vaccino su cui illustri virologi e scienziati hanno espresso le loro notevoli perplessità, sia in ordine all’efficacia, all’opportunità e financo alla sicurezza.
Chiedo pertanto che codesta spettabile Autorità stigmatizzi il comportamento del Governo italiano, aprendo contro lo stesso la PROCEDURA DI INFRAZIONE per inosservanza ai principi sanciti dalle normative europee, oltreché che instauri tutte quelle procedure necessarie contro queste gravissime violazioni.
Con la massima fiducia nell’accoglimento di tale mia richiesta, porgo i miei ossequi.
Gentile Signore, Gentile Signora,
La ringraziamo per aver contattato il servizio Europe Direct Contact Centre.
L'UE si sta occupando degli aspetti di cui è responsabile – consegnare le forniture critiche attraverso i confini, assicurare il coordinamento dei governi e la condivisione delle informazioni, e far arrivare le risorse finanziarie e le competenze dove ne abbiamo maggior bisogno, in modo che i governi possano rimanere concentrati su ciò che conta: la salute pubblica.
La capacità di approvare leggi a livello nazionale per affrontare il coronavirus spetta interamente agli Stati Membri: la Commissione non ha il diritto di interferire nella legislazione e nelle decisioni nazionali su argomenti quali la salute. D'altra parte, l'UE può organizzare politiche europee e iniziative di risposta rapida, coordinate e paneuropee per affrontare la crisi insieme agli Stati Membri.
La strategia dell'UE per i vaccini ruota intorno all'autorizzazione e all'acquisto comune di vaccini. Tuttavia, le strategie nazionali di vaccinazione determinano come i vaccini vengono somministrati. La legislazione sulla vaccinazione - incluso se la vaccinazione debba essere obbligatoria o meno - è di competenza nazionale. La Commissione non ha poteri decisionali al riguardo.
Può trovare ulteriori informazioni nelle pagine seguenti:
https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/coronavirus-response/safe-covid-19-vaccines-europeans_it
https://ec.europa.eu/info/about-european-commission/what-european-commission-does/law/areas-eu-action_it
Allo stesso modo, la legge dell'UE sul certificato COVID digitale dell'UE riguarda l'uso del certificato al fine di facilitare la libera circolazione durante la pandemia COVID-19. Non prescrive nessun altro uso del certificato.
Pertanto, l'uso nazionale dei certificati COVID-19 per altri scopi, quali l'accesso a eventi o luoghi di ritrovo, non rientra nel campo di applicazione del diritto dell'UE. Quando gli Stati membri decidono di utilizzare i certificati COVID-19 per altri scopi, ciò deve essere previsto dal diritto nazionale, che deve rispettare in particolare i requisiti di protezione dei dati.
Se uno Stato membro istituisce un sistema di certificati COVID-19 per scopi interni, deve garantire che i certificati COVID digitali dell'UE degli Stati Membri siano pienamente accettati. Questo al fine di garantire che i viaggiatori che si recano in un altro Stato membro non debbano ottenere un ulteriore certificato nazionale.
Infine, se Lei ha un reclamo contro le autorità nazionali italiane, può rivolgersi al suo difensore civico regionale:
https://www.ombudsman.europa.eu/it/european-network-of-ombudsmen/members/regional-ombudsmen
Per ulteriori aggiornamenti, informazioni e raccomandazioni, consultare:
https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/coronavirus-response_it
https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/coronavirus-response/safe-covid-19-vaccines-europeans/eu-digital-covid-certificate_it
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo di contattarci nuovamente in caso avesse ulteriori domande sulle attività e le istituzioni dell’Unione europea.
Bloccando i porti blocchiamo i loro traffici commerciali. Trieste è la via della seta e esporta prodotti lavorati in Italia per altri Paesi europei. Bloccare Trieste significa bloccare il 90% dell'export di quel porto. Danneggiando le lobby.
Dobbiamo agire in modo da non lavorare per loro.
Ad esempio basta comprare da Amazon: io se non trovo sotto casa uso Amazon solo come vetrina e poi compro dal negozio italiano che produce in Italia.
Per essere sicura che sia un produttore italiano controllo su Google Earth dove si trova e se ha dei capannoni di grandezza decente dove produce, oppure se falsamente ordina il prodotto in Cina e poi lo smista fino a casa mia.