Più di un decennio prima della sua detenzione nel 2023, basata su accuse infondate di corruzione, violazione del segreto di stato e violazione della legge sul matrimonio, il leader populista pakistano ha parlato con il fondatore di WikiLeaks della sua visione per il Pakistan.
Nell'intervista, Khan ha esposto:
🔴 la sua lotta contro la corruzione, denunciando le "mafie politiche" radicate per il loro ruolo nel frenare lo sviluppo del Pakistan e nel trasformare il paese in uno "schiavo del debito" a livello globale. "Ora stiamo prendendo prestiti per ripagare i nostri debiti" e la maggior parte dei soldi presi in prestito "finisce sui conti bancari svizzeri".
🔴 la sua richiesta di ristabilire i rapporti tra Pakistan e Stati Uniti e creare "una relazione basata sulla dignità e sul rispetto", senza trattare il Pakistan come una "mercenaria pagata per uccidere i nemici dell'America" e bombardare il suo presunto "alleato".
🔴 una rivelazione sconvolgente secondo cui bin Laden e al-Qaeda erano risorse della CIA e dell'ISI pakistana. "Sono stati addestrati dall'esercito pakistano e dall'ISI, finanziati dalla CIA mentre combattevano i sovietici... Poi è arrivato l'11 settembre e avete fatto un'inversione di 180 gradi".
🔴 la sua opinione secondo cui la "guerra al terrore" è stata un fallimento totale e che non poteva essere vinta con bombe e uccisioni, ma solo conquistando i cuori e le menti delle persone.
🔴 una forte opposizione all'impiego dell'esercito pakistano nelle regioni tribali su richiesta degli Stati Uniti, sottolineando le conseguenze morali e materiali dell'invio delle forze armate a combattere il proprio popolo e scatenando un'insurrezione interna (danni per 70 miliardi di dollari, 40.000 vittime "in una guerra a cui non avevamo nulla a che fare").
Khan ha anche rivelato un atteggiamento disinvolto nei confronti della vita e della morte, scherzando dicendo "prima o poi bisogna morire" e che è meglio morire per una buona causa, dopo che Assange aveva espresso la speranza che non venisse assassinato.