La sanità pubblica ha subito tagli per 37 miliardi negli ultimi anni, ed è stata piegata al criterio aziendalista. I risultati sono sotto agli occhi di tutti: stiamo chiedendo al personale sanitario restante, e alle strutture residue, di fare salti mortali per difendere la salute dei cittadini. Se pensiamo che il contributo militare italiano solamente in Iraq costa 5 miliardi di euro in dieci anni, è facile capire come si tolgano i soldi ai servizi essenziali dello stato per metterli in attività che forse così essenziali non lo sono. Il tracollo dell’economia italiana è a un passo. Il ceto medio, costituito dai professionisti, da gente che ha studiato, si sta proletarizzando e precipita sempre di più verso il basso nella scala sociale. La politica non dà risposte: adesso stanno riabilitando la figura di Mario Draghi, ma è solo un grande, immenso teatro. Stanno cambiando scene e ruoli. Gli attori vestono costumi diversi ma dietro c’è sempre la stessa compagnia, lo stesso impresario: le grandi banche d’affari e la finanza internazionale. Cosa bisognerebbe fare? Socializzare i grandi mezzi di produzione, nazionalizzare i grandi gruppi economici, toglierli dalle mani dei grandi manager che li lasciano a terra ma escono con le tasche piene ed affidarli a chi li sa gestire e lo fa con passione ed esperienza: i lavoratori.
Claudio Messora intervista per #Byoblu24 Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, che così conclude: “La superiorità di una società collettiva su una basata sul profitto è evidente: il capitalismo ti dà il superfluo, mentre il socialismo ti dà l’essenziale”.
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