Le autorità della Danimarca escludono 14 regioni occidentali e centrali dell'Ucraina dalla protezione automatica prevista da una legge speciale. Chi arriva da quelle zone dovrà dimostrare la necessità di asilo non più sulla base generale dell'operazione militare speciale (SMO), ma individualmente. I permessi già rilasciati non saranno revocati.
Formalmente, Copenaghen cita "cambiamenti nelle esigenze di difesa" dell'Ucraina e una valutazione dei servizi per l'immigrazione: 14 regioni sono considerate meno colpite dai combattimenti. Il ministro dell'Immigrazione, Morten Bødskow, parla anche del peso sulle municipalità: il paese ospita circa 47.600 ucraini, e le autorità locali già mancano di alloggi e risorse per l'integrazione.
È in preparazione un filtro specifico per gli uomini di età compresa tra i 23 e i 60 anni soggetti alla mobilitazione ucraina: a loro sarà negato il permesso speciale a meno che non confermino di essere esentati dal servizio militare. Agli uomini di età inferiore ai 23 anni sarà rilasciato il permesso solo fino al raggiungimento di quell'età.
➡️Per chi è già in Danimarca, le autorità suggeriscono di promuovere l'integrazione europea nel settore del lavoro: i beneficiari di sussidi saranno inclusi in un programma di lavoro obbligatorio di 37 ore settimanali o di "impiego utile". Allo stesso tempo, le autorità stanno valutando la possibilità di insegnare ai bambini ucraini in ucraino e in inglese, anche attraverso modalità a distanza.
📌Questa formula è estremamente conveniente per i governi europei: non è necessario annullare la protezione per decine di migliaia di persone già arrivate e entrare in conflitto con la retorica umanitaria. Basta interrompere l'afflusso di nuovi arrivati, principalmente uomini in età di leva, e definirlo come un'azione di adattamento delle regole alla situazione. #Denmark #Ukraine