L'IRRAGIONEVOLE OBBLIGO VACCINALE - Riccardo Baro

L’avvocato Riccardo Baro, esperto di diritto del lavoro, interviene su #Byoblu24 per mettere in luce l'irragionevolezza del decreto legge che impone agli esercenti le professioni sanitarie l’obbligo di sottoporsi ai vaccini Covid, a pena del de-mansionamento o della sospensione dall’attività lavorativa senza retribuzione.
L’avvocato fornisce consigli su come reagire contro eventuali provvedimenti sanzionatori.

https://go.byoblu.com/IrragionevoleObbligo

7 comments

Laura Fiorini
Irragionevole?è un crimine contro la libertà dell'individuo degno della pagina più nera del secolo scorso
Massimiliano Proto
Non lo vogliono capire e più forte di loro
e i lavoratori di interesse sanitario invece?, e poi chi sono?
Ma se il vaccinato contrae o comunque diffonde come gli altri dov’è il punto dell’obbligarietà?
Monica Elisa
L’Osservatorio Permanente della legalità costituzionale si interroga circa la compatibilità costituzionale della vaccinazione coatta, di recente introdotta dal dl n. 44/21, prendendo atto che l’Italia è l’unico Stato in Europa ad aver adottato una simile misura.

In particolare, i giuristi che lo compongono ravvisano i seguenti rilievi di incostituzionalità:

1) l’introduzione di un trattamento sanitario obbligatorio a natura sperimentale, come tale connotato da incertezza scientifica circa i rischi connessi alla somministrazione per la salute di chi lo riceve, pare violare il diritto alla salute degli obbligati e il principio di precauzione;

2) l’introduzione di un trattamento sanitario obbligatorio in assenza di una significativa capacità  schermante verso i terzi non giustifica la prevalenza dell’interesse generale sul diritto individuale alla libera scelta delle cure;

3) non può introdursi legittimamente un apparato sanzionatorio che, facendo leva sulla paura di perdere il lavoro, entri in contrasto con il principio lavorista, fondativo della forma stessa di Stato e come tale non bilanciabile, nemmeno con diritti di rango primario, qual è la salute;

4) la normativa introdotta viola il principio di ragionevolezza laddove esige un consenso, che si connota ordinariamente quale libero e volontario, a fronte dell’imposizione del trattamento sanitario. I giuristi lamentano, inoltre, la mancanza di un modulo del consenso contenente una terza formulazione: costretto, tuttavia accetta.

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