Lucio Caracciolo: “I conflitti sfuggono di mano e il riarmo europeo è illusorio”

“I fronti dal Golfo al Mar Nero si stanno unificando”
di Salvatore Cannavò - Il Fatto Quotidiano

Lucio Caracciolo, direttore di Limes, appena uscito in edicola con un numero dal titolo “Vogliamo la guerra totale?” pensa che la questione del riarmo vada compresa nella sua concretezza.

Esiste davvero una minaccia russa che ci spinger al riarmo?

Questa percezione esiste a livello di élite e in alcuni Paesi, scandinavi, baltici o in Polonia, anche a livello dell’opinione pubblica. La vera novità è che la paura di un’invasione russa comincia a essere presa sul serio in Germania, Francia e anche Gran Bretagna. Che ci sia del “dolo” nel senso di interessi industriali e politici interessati a promuovere il timore di un’invasione russa per una conversione di parte dell’industria meccanica al riarmo è vero. Ma quando le propagande si propagano, come è ovvio, si finisce per crederci. Il governo tedesco, ad esempio, sostiene che entro il 2029 i russi saranno pronti a invaderci. Nel numero di Limes c’è un’intervista a Carlo Masala, importante docente di politica internazionale in Germania, che ha scritto un libro sullo “scenario del panico” in cui nel 2029 i russi entrano a Narva, in Estonia, e da lì comincia l’invasione dell’Europa. Ho però l’impressione che se la Russia volesse invadere l’Europa non manderebbe i cosacchi, ma liquiderebbe la questione con l’atomica. E in un periodo in cui l’esercito russo è descritto come impantanato in Ucraina, che sia pronto a invaderci è un po’ curioso.

L’esercito russo è davvero impantanato?

Quella che era stata dipinta come una guerra di trincea simile alla Prima guerra mondiale è evoluta in una guerra di droni, l’arma preferita degli ucraini con la quale colpiscono in profondità bersagli russi, mettendo in difficoltà la Russia sotto il profilo psicologico. Ma siamo comunque, salvo svolte clamorose, ancora nell’ambito di una guerra di logoramento, di attrito e le risorse a disposizione della Russia sono prevalenti. Poi, certo, ci sono le incognite nei due Paesi: in Ucraina casca un ministro alla settimana e si parla anche di una sostituzione di Zelensky. Da Londra Zaluzhny, ormai uomo degli inglesi, si candida come alternativa. Ma si nota ormai anche un’insofferenza interna alla Russia.

Nel numero di Limes si parla del ritorno della variabile tedesca…

C’è una sorta di isteria ripetitiva della storia. La vera novità di questi ultimi mesi è la decisione della Germania di “diventare la prima potenza militare convenzionale e tecnologica entro il 2039”, come scrive il governo tedesco e, diciamo, con un obiettivo che è in ritardo di dieci anni rispetto all’ipotetica invasione russa. La Polonia ha anch’essa varato una strategia militare per divenire il primo esercito europeo entro il 2039, centenario dell’invasione tedesca della Polonia. Sembrerebbe che ci siano ancora nervi tesi a regolare il rapporto tra Germania e Polonia.

Il riarmo europeo è dunque necessario?

Il riarmo europeo non esiste, esiste il riarmo di alcuni Paesi europei, in qualche misura anche il nostro. Ma siccome l’unità di misura, peraltro indicata dagli americani, è l’investimento per la Difesa, che ha un ambito di applicazione molto ampio e maneggevole, ci sono diversi margini per rendere questa spesa ritagliata su misura per i vari Paesi. E poi ci sono delle rivoluzioni tecnologiche in corso a cominciare dall’IA che genera il rischio di armi autonome dalla decisione umana.

Che dire dunque, ricapitolando, della minaccia russa?

Che il problema di tutte le guerre è che comandano loro. Non c’è un piano meticoloso che poi viene attuato concretamente, l’evoluzione del conflitto può sfuggire di mano. E le innovazioni tecnologiche rendono ancora più concreta “l’indipendenza” della guerra.

Dovremo attenderci che la guerra in Ucraina e quella in Iran durino a lungo?

2 comments

Quella in Ucraina è agli sgoccioli. Energicamente questo inverno per loro sarà difficilissimo.
Quella in medio oriente , se gli Yankees mettono gli scarponi in Iran restano lì!!!!!! più impantanati che in Vietnam e Afghanistan, a voi il resto della narrazione.....