5) I debunker in questi giorni scrivono: “Non è vero che gli antinfiammatori siano stati negati dai protocolli ministeriali.” Ovvio che no. Ma, a parte essere inseriti tardivamente (“nascosti” in una tabella in fondo al documento nelle linee guida del 30 novembre 2020; poi con maggior rilievo in quelle del 29 aprile 2021), il modo in cui sono stati inseriti li equiparava al paracetamolo (“trattamento sintomatico: paracetamolo o fans”), cioè li presentava come un’opzione alternativa al paracetamolo per il solo trattamento sintomatico, senza indicarne la funzione terapeutica rispetto all’infiammazione, che è il principale fattore che determina i decorsi avversi e il decesso per covid, cioè è la parte essenziale di questa malattia. Se i FANS vengono indicati nelle linee guida per abbassare la febbre o per lenire i dolori scheletro-muscolari (“trattamenti sintomatici - ad esempio paracetamolo o FANS in caso di febbre o dolori articolari o muscolari” si legge nelle linee guida), è chiaro che in molti casi la scelta del medico ricadrà sul paracetamolo, che, a parità di effetto antipiretico e analgesico, ha minori controindicazioni e criticità di molti FANS. Dunque il problema dei protocolli ministeriali non è aver ”vietato” l’uso dei FANS o di non averli nominati, ma di non averli indicati per quello che è il loro ruolo SALVIFICO rispetto a questa malattia. Cosa che, ribadisco, era nota da subito, per esperienza empirica, da moltissimi medici che fin dal marzo 2020 non si sono limitati a “vigilare” sulle condizioni dei malati per telefono (ma sono stati variamente derisi, delegittimati, chiamati stregoni, esposti a gogne mediatiche, richiamati, sospesi); e se questo non bastava (e forse non bastava) per smuovere Cts, Aifa e Ministero, lo studio Remuzzi-Suter et al. diffuso in preprint già nel novembre 2020, e poi peer reviewed nell’aprile successivo, doveva bastare eccome, visto che si trattava di tentare di salvare decine di migliaia di vite umane, e di evitare il collasso del sistema sanitario e la distruzione della società e dell’economia.
(I debunker non fanno alcun riferimento alle sparate contro l’aspirina degli influenti Galli e Burioni ancora nel 2021 inoltrato: che non sono due rappresentanti delle istituzioni, ma sono personaggi molto ascoltati, che hanno il potere di condizionare le opinioni dei comuni e, presumibilmente, anche le scelte di alcuni medici di base.)
6) Un’ultima considerazione, molto tecnica, ma che non si può omettere perché appartiene allo stesso discorso: ci sono studi e pareri autorevoli (come quello di Remuzzi) sulla possibile nocività del paracetamolo rispetto alla malattia covid, considerata la capacità di questo principio di consumare le riserve di glutatione dell’organismo, il quale è un potente antiossidante che gioca un ruolo nella modulazione della risposta immunitaria.
Conclusione: (2)

1 comment

Tutto vero, dissento solo su un punto.

"paracetamolo, che, a paritĂ  di effetto antipiretico e analgesico, ha minori controindicazioni e criticitĂ  di molti FANS".

Forse, ma non dell'aspirina. Inoltre la funzione analgesica del paracetamolo è indistinguibile da quella di un placebo (ergo, non funziona), cosa che lo porta ad essere il farmaco che causa più morti per overdose in Australia, più di eroina e cocaina messe assieme. Siccome non funziona, e siccome è visto come sicuro, le persone ne abusano.

L'aspirina per molti tipi di dolore ha un effetto addirittura migliore degli oppiacei, che qui in Australia sono prescritti come fossero caramelle.

➡️ Un italiano in Australia: @italiaaustralia