🇮🇹 HEZBOLLAH: L'ITALIA È PARTE INTEGRANTE DELLA COALIZIONE DEL MALE. DALLA PARTE SBAGLIATA DELLA STORIA!Secondo Hezbollah l’Italia fa parte di quella che definisce una “coalizione del male”. A dirlo è stato il vicesegretario generale del gruppo libanese, Naim Qassem, in un discorso tenuto a Beirut in occasione della commemorazione dell’uccisione di un combattente di Hezbollah. Lo riferiscono i media libanesi.
“
Il ruolo della resistenza in Libano e in Iraq, accanto allo Yemen e all’Iran, così come la resistenza a Gaza e in Cisgiordania, contribuisce a contrastare il progetto di Usa e Israele in Medioriente", ha dichiarato Qassem.
“E' imperativo affrontare la ‘coalizione del male’, rappresentata da America, Israele, Francia, Gran Bretagna, Italia, Germania e altri, con la ‘coalizione del bene’, rappresentata dalla resistenza in Palestina, in Libano, nella regione e in Paesi onorevoli come Iran, Yemen, Iraq e altri”.
Quindi senza finanziamenti iraniani, Hamas debole ed incapace di attaccare Israele il 7 ottobre, pertanto nessuna reazione israeliana, nessun bombardamento israeliano, nessuna vittima palestinese.
Quindi, senza finanziamenti iraniani, Houthi deboli, dunque incapaci di scatenare una guerra civile, che tra morti diretti negli scontri ed indiretti, in 9 anni ha fatto più di 377.000 morti.
A questo punto sarebbe evidente anche ad un cieco dove sta la ragione e dove il torto, dove il bene e dove il male.
Se Israele volesse semplicemente radere al suolo Gaza procederebbe con bombardamenti a tappeto, uccidendo in pochi giorni mezzo milione o un milione di civili, senza rischiare la vita dei propri soldati (ne sono morti più di 100) in rischiose operazioni a terra.
Il gioco era inteso a spiegare che l'Iran è il principale responsabile dell'attuale situazione in Medio Oriente.
Senza la sua sponsorizzazione del terrorismo internazionale (che risale addirittura agli anni '90, con il probabile attacco al centro ebraico a Buenos Aires), la situazione non sarebbe compromessa come lo è oggi.
Venendo al 1947, giova ricordare che già all'epoca c'erano centinaia di migliaia di ebrei nel Mandato britannico di Palestina (che come da risoluzioni internazionali era destinato almeno in parte agli ebrei).
Se gli arabi avessero accettato tali risoluzioni, questa conversazione tra me e te non avrebbe luogo in questo momento.
Sono molto peggio. Sono merda assoluta.
D'altra parte, come ben dici, cosa puoi aspettarti da chi disumanizza il nemico, chiamandolo "figli di scimmie e di maiali".
O per caso vale solo in una direzione e solo per una parte?
https://www.ilfoglio.it/articoli/2009/01/14/news/i-volenterosi-carnefici-di-hamas-69480/
Sto illustrando i fatti.
Visto che nelle mie domande ci sono anche le risposte, non dovrebbe essere difficile dare risposta a tali domande.
Rimango dunque in fiduciosa attesa di avere risposte chiare.
Fai risalire gli eventi al 1947, ignorando (o facendo finta ed in modo molto conveniente di ignorare) che già una risoluzione vincolante della Società delle Nazioni del 1920 aveva concesso al Regno Unito l'amministrazione provvisoria del Mandato di Palestina, sottratto allo sconfitto Impero Ottomano, de destinarsi a futuro stato ebraico.
Risoluzione cui l'ONU avrebbe dovuto attenersi, come da suo stesso statuto (vedasi articolo 80).
Il Mandato di Palestina, nel prevedere la nascita di uno stato ebraico in ciò che più correttamente si chiama Giudea, si limitava a prendere atto di alcune considerazioni chiare e non discutibili:
- la necessità di dare (anzi, ridare) una patria al popolo ebraico
- la connessione storico-culturale-religiosa di tale popolo con la terra di Giudea
- la presenza in loco di migliaia di ebrei, discendenti degli abitanti originari o immigrativi nel corso dei secoli.
Ignori (o, ancora una volta, fai finta ed in modo molto conveniente di ignorare) che l'estensione del Mandato di Palestina fu continuamente ridotta per venire incontro alle richieste degli arabi (tra l'altro non indigeni della zona, ma in massima parte immigrati o figli di immigrati di recente arrivo): nel 1922 fu sottratta la Transgiordania (ciò che oggi si chiama Giordania), nel 1937 gli arabi rifiutarono la proposta della Commissione Peel, mentre nel 1947 il piano di partizione dell'ONU (tra l'altro, come già detto, in violazione della stessa risoluzione della SdN del 1920).
Cercati su Google le mappe in questione.
Come già spiegato: la responsabilità della presente situazione è INTERAMENTE araba e, negli ultimi anni, iraniana.
Non mi risulta che in caso di guerra uno dei contendenti permetta all'altro di rifornirsi di energia e carburante.
Gli ospedali di Gaza collassano? Sarebbe facile evitarlo: basterebbe usare generatori di emergenza bruciando carburante.
Carburante che invece viene usato da Hamas per sparare missili sui civili israeliani (solo negli ultimi giorni c'è stato finalmente un rallentamento, dopo le migliaia e migliaia di razzi).
Non è irrilevante che ci siano 21mila morti civili.
E' invece rilevante capire da chi hai avuto questi dati.
Dove hai letto che sono 21mila morti?
E soprattutto, dove hai letto che sono tutti civili, dal momento che gli unici a rilasciare dati sono quelli di Hamas, e che tali dati NON distinguono tra terroristi e civili?
Questo sì che è rilevante.
Falsa ovviamente la definizione di genocidio.
Ti invito a questo proposito a consultare un vocabolario di lingua italiana.
Questo link può esserti utile: https://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/genocidio/?search=genocidio
Ammetto che mi hai messo in crisi ed ora non so esattamente cosa rispondere.
https://dimitrilascaris.org/2023/11/02/israel-americas-unsinkable-aircraft-carrier-has-capsized-part-1/
Ma andiamo con ordine:
"Gli ospedali di Gaza collassano? Sarebbe facile evitarlo: basterebbe usare generatori di emergenza bruciando carburante.
Carburante che invece viene usato da Hamas per sparare missili sui civili israeliani (solo negli ultimi giorni c'è stato finalmente un rallentamento, dopo le migliaia e migliaia di razzi)"
Ma seriamente? 🤣🤣🤣
I generatori di emergenza vengono utilizzati in quanto rappresentano una misura alternativa che viene adottata in forma, appunto ,emergenziale, in risposta ad una situazione drastica. Il loro utilizzo non è la "prassi".
Questo perché gli stessi israeliani dopo gli eventi del 7 ottobre come azione ritorsiva avevano completamente interrotto le forniture di elettricità verso la striscia d Gaza, spegnendo un'intera città e lasciando centinaia di migliaia di civili se non milioni completamente al buio. Ricordiamo che Gaza, nel proprio fabbisogno energetico, dipende esclusivamente dalle forniture esterne, e da Israele in particolare per quanto concerne l'approvvigionamento elettrico.
Dal momento in cui vengono tagliate le linee elettriche l'unica alternativa, a quel punto, rimane quella dei generatori di emergenza, che vanno a carburante.
Ma se il carburante non lo vuoi far entrare all' interno della Striscia perché temi possa cadere nelle mani di Hamas che ne farebbe un propellente per i propri razzi (abbastanza forzata e ridicola come argomentazione in quanto tali razzi rudimentali essendo di fabbricazione artigianale utilizzano un propellente solido estratto da agenti chimici specifici e di semplice reperibilità, nonché la struttura stessa del razzo è composta da materiali semplici) allora per quale ragione hai imposto un blocco totale sulle forniture elettriche verso Gaza ben sapendo che ciò avrebbe coinvolto la popolazione civile? (Il danno arrecato ad Hamas per un tale atto sarebbe stato di assai modeste proporzioni sul piano militare). Ma se il nemico giurato di Israele è Hamas e non il popolo palestinese allora spiegami dove starebbe il senso di imporre un embargo energetico su vasta scala andando a colpire prevalentemente la popolazione civile ?
Che poi, anche volendo credere alla panzana del carburante (ma basterebbe informarsi un minimo, cosa che tu evidentemente non hai fatto o non vuoi fare) , gli israeliani se ne sarebbero accorti solo dopo il 7 ottobre che il carburante di cui loro stessi autorizzavano l' accesso all' interno della Striscia era servito ad Hamas per costruire i propri razzi? Prima questo rischio non era minimamente preso in considerazione? A considerare dal numero di razzi fabbricati (un' enormità, si viaggia sulla decina di migliaia, e posso solo immaginare la quantità di propellente necessario) direi proprio di no 🤣.
Io ci vedo una grande incoerenza di fondo nel tuo ragionamento e grosse fallacie logiche.
E' invece rilevante capire da chi hai avuto questi dati.
Dove hai letto che sono 21mila morti?
E soprattutto, dove hai letto che sono tutti civili, dal momento che gli unici a rilasciare dati sono quelli di Hamas, e che tali dati NON distinguono tra terroristi e civili?"
Questi numeri sono quelli ufficialmente dichiarati dal ministero della sanità di Hamas nei suoi bollettini...
Conteggi fasulli? Può essere (magari il numero di morti è anche maggiore e non minore come implicitamente supponi tu) il numero esatto non lo sa nessuno , tantomeno Israele quando dichiara di aver eliminato quasi 10.000 militanti di Hamas senza aver fornito alcuna prova o elemento serio a sostegno.
Però siccome è Israele, vuoi mettere? In qualche modo dovranno pure giustificare e legittimare l'enormità dei danni e delle distruzioni (oltre che dei morti, civili in maggior numero) che stanno arrecando a Gaza.
Intanto, notizia di stamattina, che si aggiunge alla lunga lista:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/12/29/attacchi-israeliani-nella-notte-contro-due-campi-profughi-nella-striscia-di-gaza-almeno-35-morti-anche-diversi-bambini/7396139/
https://it.euronews.com/2023/12/29/gaza-almeno-20-morti-a-rafah-proteste-di-palestinesi-e-israeliani-a-tel-aviv-contro-la-gue
Immagino che anche i bambini siano militanti di Hamas:
Futuri certamente e non potrebbe essere altrimenti
Non viene a leggere se non vede risposte alle sue provocazioni.
Si informa con fonti di parte(gerusalem post, autori israeliani di quello che si inventano e affermano che i palestinesi non esistono, il corriere della sera e la Repubblica,etc)e quando fai domande scomode, non risponde e cambia argomento.
Nei fatti è un idiota che ha letto molto ma elabora poco.
Come se Hamas o Hezbollah fossero creature iraniane che dipendono in toto dall' entità politico-militare iraniana. Un' assurdità.
Poi scopiazzando da Wikipedia mi posta la cronistoria degli avvenimenti antecedenti il 1947 e la usa come argomentazione per legittimare e giustificare le azioni criminali compiute dagli israeliani ai danni dei civili palestinesi.
Ma no, il suo acume (sotto)sviluppato invece lo porta ad attribuire la totale responsabilità della concatenazione di eventi degli ultimi decenni agli arabi e poi agli iraniani (che con le vicende israelo-palestinesi c'entrano relativamente), ma vuoi mettere? Così è più semplice e distoglie l'attenzione e indirizza la discussione dove è più comodo.
Il 1947 a differenza di quanto sostiene con le sue cialtronate rappresenta l'anno cardine, in quanto quella data ha gettato le basi per lo scoppio della guerra arabo-israeliana che va avanti da più di 70 anni ormai.
È da lì che è partito tutto. Inutile che vada ancora più a ritroso nel tempo, tirando fuori argomenti non pertinenti con l' oggetto di discussione.
Poi, si è superato quando ha scritto che le forniture di carburante a Gaza sono state bloccate perché altrimenti sarebbero state utilizzate da Hamas come propellente per i propri razzi da lanciare verso Israele.
Inutile ribadire che i razzi di Hamas sono quasi tutti fabbricati con materiali semplici e di immediata reperibilità e utilizzano un propellente artigianale.
Ma anche se fosse sarebbe bastato evitare di tagliare le linee elettriche e condannare milioni di civili al buio e privandoli dei servizi più necessari. Chiaro intento che in questo caso si voleva colpire anche la popolazione civile (a maggior ragione quando per 20 giorni è stato bloccato il valico di Rafah ed è stato impedito qualsiasi accesso di camion con aiuti umanitari come viveri e medicine; avessi autorizzato solo dopo forti pressioni internazionali) , a dispetto delle dichiarazioni ufficiali che valgono (quasi ) zero.
Ma lui vive in un mondo tutto suo, totalmente disconnesso dalla realtà.