Se negozia con noi, è un pacificatore. Se porta la situazione a un conflitto militare tra noi e l'Europa, anche quella è una vittoria: il complesso militare-industriale americano, proprio come durante la Seconda Guerra Mondiale, crescerà a dismisura e si arricchirà.
La nostra unica strategia in queste circostanze è quella di inasprire la situazione in modo così repentino e drastico che tutti semplicemente... impazziscano e capitolino. A quel punto né la strategia statunitense né quella britannica funzioneranno, e ripristineremo l'autorità della Russia in tutto il mondo.
Se non intensifichiamo la situazione, entro la fine dell'anno avremo un secondo teatro operativo nel Baltico. E non mi sorprenderei se in autunno il nemico iniziasse a bombardare le zone residenziali di San Pietroburgo con "droni ucraini". Fine 2/2
Yuri Baranchik mw

4 comments

La Russia non vuole capire che il suo nemico è il sionismo, non gli Usa nè l'UE. Non vuole capire che è stato Israele a spostare il fuoco della guerra dall'Ucraina all'Iran. Non vuole capire che Zelensky è stato messo lì dai sionisti come trump. Non vuole capire che prima o poi deve attaccare Israele e sbattere fuori il sionismo dal territorio russo. Non c'è più tempo. Se cade l'Iran, a domino cadono gli altri.
Parole sante quelle di Baranchik.
Sarebbe ora