Chi difende l’Ue come sempre punta sulla necessità di competere con le altre nazioni sui mercati internazionali. Come sempre non si rendono conto che questo significa guerra! Nessun politico dell’arco parlamentare comprende che esportare forzatamente beni sia una forma di aggressione agli altri paesi.

https://www.youtube.com/live/TrwXrhXUVMs?si=HcGPxBw3Gx9F_lEP

13 comments

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Vedo che tutti i miei commenti vengono cancellati, anche qui censura?
Cmq non esiste che un partito da 20% di consenso non "conosca" la legalità delle proprie proposte
Lore Blasto
Cattiva connessione
no, la cosa si ripete da quando è nata telepatria, la mia connessione è perfetta
A me il commento lo ritarda un po' su telepatria, cosa ha scritto?
e' ovvio che questo parlamentare difenda l'europa, non puo' certo sputare dove mangia
Emanuele T.
Molto interessante il concetto di produrre prevalentemente per il consumo interno come prevenzione alla conflittualità tra stati. Molto utile questi faccia a faccia per comprendere la differenza tra chi sta dalla parte del bene comune in modo apparente o reale. Spero ve ne siano altri. Mi rendo conto che il tempo a disposizione era poco ma ell'ottica di approfondire la complessità dell'origine dei conflitti non poteva valer la pena sollevare perplessità su come uno dei confini dotati delle fortificazioni più sofisticate del pianeta possa essere stato penetrato il 7 ottobre?
Caro generale, si meravigli del contrario: strano che ci sia ancora 1 italiano su 5 disposto a combattere per il proprio Paese. Noi abbiamo la stessa età, abbiamo indossato lo stesso basco amaranto, abbiamo fatto scelte analoghe in reparti speciali dell’esercito, anche se il mio notevolmente superiore al suo (questo lo sa anche Lei nonostante abbiate fatto di tutto per livellarci).  Vent’anni fa, una classe politica di frustrati ha tolto il servizio militare obbligatorio (in realtà sospeso ma l’impatto sulla società è identico). Berlusconi voleva il famoso milione di posti di lavoro e qualche pedante consigliere gli disse che poteva trovarli nelle Forze Armate. Tantopiù che caduto il muro di Berlino e in pace con la Russia (suona sarcastico dato i tempi!) non servivano più grandi numeri ma uno strumento flessibile per assecondare il Pentagono nelle sue scorribande internazionali mettendoci al servizio della NATO. Così i politici hanno salvato capra e cavoli: meno spese militari, più posti di lavoro a tempo indeterminato e soldati contenti perché nelle missioni si guadagna bene e anche con stipendi da fame alla fine dell’anno si riusciva a far quadrare i bilanci familiari. Risultato: una società di giovani appicciati al cellulare, zero valori patri e identitari, zero interessi comunitari o nazionali, zero sacrifici e attaccati alla gonna della mamma fino a quarant’anni.
Poi, c’è un altro aspetto non meno inquietante: quella stessa classe politica di deficienti che ha tolto il servizio di leva, adesso fa di tutto per trascinare la Nazione in guerra contro una superpotenza nucleare. E il nostro ministro della guerra Crosetto – non sapendo più neanche lui che pesci pigliare – farfuglia frasi senza senso come la ormai famosa “leva obbligatoria su base volontaria”.
Caro generale, io ho servito per quarant’anni la mia Patria, ma mi chiedessero di servirla adesso sotto una classe politica di questo livello, probabilmente finirei tra i quattro italiani su cinque che gli gira le spalle. E lo dico con sommo dispiacere.
Fabio Filomeni (da Facebook)
ecco perche' in un confronto onesto a gente come mori (pochi, in verita') e' preclusa la tv: marco se li magnerebbe tutti prima della pausa pubblicitaria.