Volevo dirvi che ho letto poco dei demoni di Dostoevskij in queste sere. Mi è passato tra le mani, quasi per caso, un piccolo libretto di Herman Melville, appena 25 pagine. E non so perchè ma ho deciso di leggerlo. Si tratta della storia (o per meglio dire dell'interazione) di un avvocato che trova per la sua strada un dipendente. Uno scrivano. Bartleby lo scrivano, appunto. Non vi racconto la storia, del resto cari sono solo 25 pagine. Venticinque pagine dense di mistero e di vita, nella sua accezione più tragica. O forse di Realtà. Molti filosofi e pensatori si sono cimentati nell'interpretare questa che noi italiani chiameremo "novella". Ognuno ha la sua interpretazione profonda e fulminante ma il mistero permane: cosa voleva dirci Herman Melville? Io non vi darò la mia interpretazione, e del resto chi sono io per proporvela? Si tratta di di una storia così intima per tutti noi, anche per chi non l'ha letta e non ne ha mai sentito parlare che ho deciso di tacere... I would prefer not to...
Ti ringrazio! Ti ringrazio di cuore!
Questa novella è un affresco di ciò che sto vivendo in questo momento!
STUPENDA!
GRAZIE!