INFERMIERI MESSI IN FERIE FORZATE DOPO IL NO AL VACCINO. IL GIUDICE DI BELLUNO DÀ RAGIONE ALLA RSA

Il datore di lavoro li aveva invitati a sottoporsi alla somministrazione del vaccino Pfizer e i lavoratori avevano scelto di non farlo. Per questo motivo erano stati messi in ferie forzate e contro questa misura avevano fatto ricorso.
Un giudice del Tribunale di Belluno ha dato ragione alla residenza sanitaria assistenziale.

https://go.byoblu.com/TribunaleBelluno

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NOTIZIA FALSA
Francesco Ce
La notizia è stata da noi riportata in termini corretti.
Francesco Ce
Francesco Capo, byoblu
Francesco Ce
Leggendo l'articolo o vedendo il servizio si capisce.
Francesco Ce
Abbiamo correttamente riportato che i lavoratori sono stati messi in ferie forzate e non sospesi senza stipendio. La pronuncia è molto negativa e l'abbiamo criticata.
Vergognoso a dir poco!
Il terrorismo mediatico raggiunge vette sempre più ardite e purtroppo tantissimi abboccano e si lasciano terrorizzare. L'ultimo caso: vari giornali, capeggiati da Repubblica e CdS, riportano la notizia del giudice di Belluno che ha respinto il ricorso di alcuni dipendenti di una Rsa che si sono rifiutati di vaccinarsi. E scrivono che i dipendenti in questione è vero che non sono stati licenziati, ma sarebbero stati sospesi e privati dello stipendio. Qualcuno aggiunge pure che se vogliono tornare a lavorare e a percepire lo stipendio dovranno vaccinarsi o aspettare la fine della pandemia.
Sebbene si sa che in magistratura vi è di tutto, mi sembrava troppo strano che un giudice potesse così stravolgere il diritto. Mi sono quindi procurato la, sentenza, scoprendo che ancora una volta i media fabbricano fake news per terrorizzare. La sentenza infatti dice tutt'altro e il caso è ben diverso. I lavoratori avevano fatto ricorso contro il provvedimento assunto dall'azienda dopo che il medico aziendale, certamente con decisione piuttosto audace, li aveva dichiarati "temporaneamente inidonei al lavoro" in quanto non vaccinati. La privacy dunque, prima cosa importante da sottolineare, non è stata violata, perché il dato sanitario era a conoscenza del medico responsabile e non del datore di lavoro. Ma quale provvedimento ha assunto a questo punto l'azienda? Li ha licenziati? Li ha messi in aspettativa senza assegni? Ma quando mai! Non potendo essere adibiti ad altre mansioni, sono stati collocati d'ufficio in ferie (retribuite, ovviamente). Il giudice respinge il ricorso proprio perché, scrive, non ci sono elementi per pensare che il datore di lavoro voglia licenziare i lavoratori in questione o sospendere il loro stipendio e dunque non esiste il "periculum in mora" paventato dai ricorrenti.
I giornali hanno dunque precisamente capovolto il significato di questa sentenza: essa mostra che un lavoratore ha diritto a non vaccinarsi e non perde per questo il lavoro o lo stipendio, ma anzi, quando pure il medico responsabile giungesse a dichiararlo inidoneo al lavoro, deve essere adibito ad altre mansioni e se ciò non è possibile viene collocato in ferie. Che cosa succede se dovesse terminare le ferie? In tal caso il ricorso avrebbe esito diverso, evidentemente, visto che si realizzerebbe proprio quel periculum che allo stato attuale il giudice ha potuto escludere. In sostanza, il problema lo deve risolvere l'azienda.
Vi supplico: non cadete nella trappola del terrore.

A. Imbriani
È una fake smentita da poco da Weltanschauung e Cesare Sacchetti. La vicenda è andata in modo totalmente diverso.