INFERMIERI MESSI IN FERIE FORZATE DOPO IL NO AL VACCINO. IL GIUDICE DI BELLUNO DÀ RAGIONE ALLA RSA
Il datore di lavoro li aveva invitati a sottoporsi alla somministrazione del vaccino Pfizer e i lavoratori avevano scelto di non farlo. Per questo motivo erano stati messi in ferie forzate e contro questa misura avevano fatto ricorso.
Un giudice del Tribunale di Belluno ha dato ragione alla residenza sanitaria assistenziale.
https://go.byoblu.com/TribunaleBelluno
È tutto falso.
I lavoratori avevano fatto ricorso perché temevano di perdere lo stipendio o il lavoro dopo che il datore di lavoro li aveva messi in ferie, retribuite, a seguito della decisione del medico che li aveva dichiarati temporaneamente non idonei al lavoro per non aver preso il vaccino. In nessun momento, il giudice o l'azienda dicono che non hanno diritto allo stipendio se non si fanno il vaccino. In altre parole, i media hanno fabbricato una storia falsa per incutere timore e far passare il messaggio che chi non fa il vaccino perde lo stipendio.
I media sono il vero virus che ha infettato l'Italia.
P.S: grazie al canale Weltanschaung per aver condiviso la sentenza e scoperto questa vergognosa fabbricazione.
C. Sacchetti
Leggere bene e lentamente la sentenza.
Sebbene si sa che in magistratura vi è di tutto, mi sembrava troppo strano che un giudice potesse così stravolgere il diritto. Mi sono quindi procurato la, sentenza, scoprendo che ancora una volta i media fabbricano fake news per terrorizzare. La sentenza infatti dice tutt'altro e il caso è ben diverso. I lavoratori avevano fatto ricorso contro il provvedimento assunto dall'azienda dopo che il medico aziendale, certamente con decisione piuttosto audace, li aveva dichiarati "temporaneamente inidonei al lavoro" in quanto non vaccinati. La privacy dunque, prima cosa importante da sottolineare, non è stata violata, perché il dato sanitario era a conoscenza del medico responsabile e non del datore di lavoro. Ma quale provvedimento ha assunto a questo punto l'azienda? Li ha licenziati? Li ha messi in aspettativa senza assegni? Ma quando mai! Non potendo essere adibiti ad altre mansioni, sono stati collocati d'ufficio in ferie (retribuite, ovviamente). Il giudice respinge il ricorso proprio perché, scrive, non ci sono elementi per pensare che il datore di lavoro voglia licenziare i lavoratori in questione o sospendere il loro stipendio e dunque non esiste il "periculum in mora" paventato dai ricorrenti.
I giornali hanno dunque precisamente capovolto il significato di questa sentenza: essa mostra che un lavoratore ha diritto a non vaccinarsi e non perde per questo il lavoro o lo stipendio, ma anzi, quando pure il medico responsabile giungesse a dichiararlo inidoneo al lavoro, deve essere adibito ad altre mansioni e se ciò non è possibile viene collocato in ferie. Che cosa succede se dovesse terminare le ferie? In tal caso il ricorso avrebbe esito diverso, evidentemente, visto che si realizzerebbe proprio quel periculum che allo stato attuale il giudice ha potuto escludere. In sostanza, il problema lo deve risolvere l'azienda.
Vi supplico: non cadete nella trappola del terrore.
A. Imbriani