Gli eserciti e le loro armi si conformano agli scenari di guerra che ci si prepara a combattere.

La superiorità aerea è diventata fondamentale per gli Occidentali, che usano l'annichilimento preventivo delle strutture di comando del nemico prima di qualsiasi azione a terra.

Ciò non è riuscito ai tempi della guerra in Vietnam, nonostante i bombardamenti su Hanoi.
I Vietcong erano dispersi nelle risaie, si nascondevano mei villaggi, ed organizzavano imboscate continue alle truppe Sud vietnamite.
Fu il costo economico e politico insostenibile a far desistere gli Usa.

Le iniziative in Afganistan ed Iraq non hanno modificato di molto questo paradigma: dopo il collasso delle capitali, Kabul e
Bagdad, il controllo del territorio vasto ed infido è stato impossibile. Alla fine, non è rimasto che il ritiro.

Il successo in Jugoslavia dipese dalla disgregazione di un contesto frammentato di nazionalità, etnie e religioni. Irripetibile.

Che guerra è quella che si combatte in Ucraina?
Completamente diversa, perché si tratta di conquistare il territorio, dove ci sono minoranze russofile in precise aree orientali.
Chi le occupa, i Russi, ha un controllo aereo relativo, e non usa aerei da bombardamento. Troppi i rischi di abbattimento: usano cannoni e missili.
A terra, si combatte tra aree urbane e campagne, secondo tattiche consolidate, senza grandi ostacoli naturali.
Contano gli uomini, i mezzi, e le capacità tattiche.

Tutto si consuma nel tempo : energie, uomini, mezzi.

Qui sta il punto, al di là della strategia proclamata: riconquistare i territori occupati dalla Russia, oppure rendere la Ucraina uno Stato neutrale.

Il collasso di una delle parti,
la fine della volontà di combattere, segna la vittoria della parte avversa.

Chi tenta la escalation, per riconquistare il terreno perduto, consuma più risorse. E rischia maggiormente il collasso.

In un attacco convenzionale, per vincere serve un rapporto di 5:1.

Si gioca sul collasso economico e finanziario della Russia: altra partita complessa.

Anche qui, c'è da capire chi fa il botto prima.

In Occidente ci siamo messi troppi vincoli ed obiettivi: inflazione e transizione energetica, oltre che la indipendenza della Europa dal gas russo.

E qui mi fermo

Guido Salerno Aletta (facebook)

5 comments

La Cina sta foraggiando in tutti i modi non ufficiali la russia . Gli usa sperano che si apra il fronte del
Pacifico e questo perché la Cina dovrebbe pensare a se stessa . I cinesi non cadono nei trabocchetti degli usa e aspettano . Chi guadagna di più aspettando e’ proprio la Cina . L’ economia russa non cadrà per mancanza di denaro . Come dicevo i cinesi cacciano la grana
L’ inflazione e la transizione energetica non ce li siamo messi...li hanno creati ad arte e li stanno usando contro gli stati, come d’ altronde l’ operazione Covid ,a corollario del piano anglosinoamericano per la supremazia mondiale
Troppe pippe mentali, la Russia vince a mani basse,è solo questione di tempo. Gli USA cercano di allungare i tempi di questa battaglia,il tempo per prepararsi alla guerra, quella vera, contro la Cina.