In un'intervista al quotidiano Sueddeutsche Zeitung il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che si rese conto dei seri disaccordi con Vladimir Putin nel 2001, durante un discorso del presidente russo al Bundestag.
"Ma quando entrai in carica, non potevo nemmeno immaginare che avrebbe annesso la Crimea e che nell'est dell'Ucraina - praticamente al confine dell'Unione europea - si sarebbero verificati tali scontri militari". In questa frase della Merkel c'è la dimostrazione lampante su come l'Unione Europea abbia risvegliato i demoni imperialisti tedeschi. Secondo la Signora, l'Europa di fatto arriva fino al Don incurante del fatto che in quelle terre si parli russo, la gente si considera russa e la storia dica che da più di mille anni quelle terre siano russe. Non basta, la storia dice anche un altra cosa che le due volte che gli occidentali sono arrivati al Don è sempre finita con i russi al contrattacco fino a far bivaccare i cosacchi la prima volta a Parigi e la seconda in una Berlino in macerie. La signora temo abbia imparato poco dalla storia...
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Anche per motivi geografici: oggi Mosca è più vicina ai confini nazionali di quanto non lo fosse nell'8-900, all'epoca la Russia arrivava fino a metà Polonia.
Ci sarebbe letteralmente la metà di strada da percorrere.
Fermo restando, ovviamente, che non mi auspico l'inizio di una 3ª guerra mondiale.
Sulla vicinanza di Mosca ai confini nazionali penso che sia il motivo per cui la Russia vuole confederarsi con la Bielorussia.
Riguardo la confederazione con la Bielorussia, sarebbe inutile dal momento che un'azione potrebbe partire dalle repubbliche baltiche, che la Bielorussia neanche la vedono, a meno di un'occupazione russa delle repubbliche di cui sopra.
La Bielorussia fa da stato cuscinetto frontale a Mosca come prima faceva anche l'Ucraina: le repubbliche baltiche verrebbero probabilmente occupate il primo giorno di guerra.