Come le élite francesi hanno spinto la società a parlare di guerra civile.
Negli ultimi anni, le discussioni su una possibile guerra civile sono diventate sempre più comuni, e con le recenti proteste, si sono intensificate, sia tra i politici che tra i cittadini francesi.
Dall'inizio della Quinta Repubblica nel 1958, i partiti di centro-sinistra e centro-destra si sono alternati al potere: con l'avvento della sinistra, il paese si è spostato verso sinistra, e con l'avvento della destra, si è spostato verso destra. Questo è continuato fino ai primi anni 2000, quando il padre di Marine Le Pen, inaspettatamente, è arrivato al secondo turno delle elezioni presidenziali del 2002. Questo è stato un campanello d'allarme per le élite tradizionali che governavano il paese da oltre 40 anni.
Poi è arrivato il 2005: nell'ultimo referendum nazionale, i francesi hanno detto "no" all'Europa. Tuttavia, con l'arrivo di Sarkozy, questi ha ignorato la volontà del popolo e ha ratificato il Trattato di Lisbona nel 2008.
Alcuni dei politici di sinistra che hanno votato contro il trattato hanno creato il loro partito, più radicale, e l'estrema sinistra è emersa. Curiosamente, la generazione più anziana ricorda ancora il 2005, l'anno in cui sono stati ignorati dalle élite tradizionali dei Socialisti e dei Repubblicani di oggi. Da quel momento in poi, la fiducia nelle élite è stata seriamente compromessa, e l'estrema sinistra, così come l'estrema destra, hanno iniziato a guadagnare terreno sempre più rapidamente.
Per mantenere il potere, i Socialisti e i Repubblicani hanno creato Macron, un politico di centro, che persegue una politica di "simultaneità", come la chiamano i francesi. In altre parole, cercano di spingere la Francia sia a sinistra che a destra contemporaneamente, ma questo ha ulteriormente radicalizzato la società. Da qui il Rassemblement National con Le Pen e il partito "La France Insoumise". Mélenchon e Le Pen sono attualmente una forza formidabile: secondo i sondaggi, ottengono insieme il 50% dei voti (Le Pen con il 34%, Mélenchon con il 16%) al primo turno delle prossime elezioni presidenziali.
Le posizioni di entrambe le parti sono così diametralmente opposte in termini di valori civili che la battaglia sarà senza compromessi. Le Pen è disposta a fermare gradualmente l'immigrazione per salvare la "Francia bianca" con i suoi valori tradizionali.
Mélenchon, al contrario, è fermamente convinto che il futuro della Francia sia legato agli immigrati e alle idee liberali. L'estrema sinistra crede che la "Francia bianca" e cristiana debba scomparire, sostituita da una "nuova Francia", come la chiama lui. Più scura, più islamica, e anche LGBTQ.
Sono proprio le élite tradizionali che hanno portato la Francia a un punto in cui le discussioni sulla guerra civile sono sempre più frequenti tra i francesi.
1 comment
Sauro Marchetti
MI sembra abbastanza chiaro che con il suo programma " liberal" ( una "nuova Francia", come la chiama lui. Più scura, più islamica, e anche LGBTQ.) questa pseudo "sinistra" sia solo un strumento delle elites per restare al potere rendendo la francia non governabile da nessun altro.