Paolo Becchi racconta a #Byoblu24 la sua disavventura: mentre andava a comprare le medicine è stato bloccato da agenti della polizia che - denuncia il professore di Filosofia del Diritto all'Università di Genova -
lo avrebbero trattato "come una bestia". Ma allora ci domandiamo: si può uscire per andare a fare la spesa si o no? Perché se si può uscire, bisogna anche avere la garanzia di non essere "
trattati come una bestia" da nessuno.
https://go.byoblu.com/BecchiPolizia
www.youtube.com/watch?v=BG2a5xi3jnU
Il dpcm non è legge. Per essere tale deve avere un passaggio parlamentare entro 5 giorni ed essere convertito in legge entro 60, quindi quello che le forze dell'ordine chiedono non è legge. Se lo impongono come comando d'autorità devono redigerlo inserendo nome, cognome, grado, matricola e l'obbligo di cui richiedono l'esecuzione, poi si va dal giudice o dal Prefetto.
Sul comportamento delle forze dell’Ordine ci sono molti video che testimoniano ciò che sono chiamati a subire. E sfido chiunque mettendosi in quelle situazioni, per vedere se starebbero lì a prendersi gli insulti e quanto all’altro.
Detto questo, qualsiasi persona presente sul territorio nazionale è soggetta a controllo. Non esistono scriminanti. Chiunque, a richiesta di agenti e ufficiali di Polizia Giudiziaria, deve fornire proprie generalità (questo da prima del coronavirus) e nel caso in cui non si è in grado di dimostrarle, può essere accompagnato negli uffici di Polizia per gli accertamenti del caso.
Nel caso specifico, abbiamo qua solo la testimonianza di Becchi, ma stando al suo racconto, è uscito senza documenti, senza autocertificazione e a suo dire come spiegazione, ha solo mostrato ciò che ha comprato e adduce al fatto che non è un terrorista.
Ora mostrare la merce non prova nulla e l’identificazione in se serve a dimostrare chi è la persona compreso il non essere un terrorista, visto che se non conosci la persona non sai chi è.
Ammette pure di avere avuto lui, un atteggiamento alterato e sindaca che non capisce perché lui deve identificarsi mentre l’operatore di Polizia No!
Faceva più bella figura a tacere.
L’operatore non deve identificarsi per nome e cognome e nemmeno per numero di matricola.
I colori dell’ Istituto e l’uniforme sono propriamente elementi identificativi.
E’ previsto l’esibizione della tessera (esibizione e BASTA!) per il personale che opera in borghese.
Quindi se lui ha il numero di matricola di chi lo ha identificato, il poliziotto (in questo caso) ha profondamente sbagliato.
Becchi, che credo sia uscito senza documenti e autocertificazione in vena polemica e provocatoria, farebbe meglio a studiare il codice di procedura penale e il TULPS prima di agire e parlare.
D’altronde se fosse stato più accorto, non sarebbe stato l’ideologo del nulla (M5S finanziato da Soros, Goldmann & Sachs è Rothschilld).
Questo DPCM viene gestito male ed è pure discutibile dal punto di vista giuridico, ma l’opposizione giuridica la fai presentato una denuncia nelle sedi competenti, oppure scendendo in piazza con più persone in maniera pacifica, e non con i comportamenti alla Becchi.
Anche perché le FF.OO sono tenuti a far rispettare le norme e i provvedimenti dello Stato, non spetta a loro interpretarli o definirli giusti o sbagliati.
A scanso di erronei convincimenti