Nonostante l'enorme battage a reti unificate su Draghi la fiducia nel nuovo governo è di circa il 65% secondo i sondaggi. E le cose non potranno che peggiorare sulla scorta di misure impopolari e mano mano che si affievolirà l'effetto novità . Se si tiene conto che i partiti che supportano il governo rappresentano (stante alle elezioni del 2018) il 95,5% dei voti è facile capire che si aprono praterie enormi per coloro che si opporranno sia da destra (Fratelli d'Italia) che da sinista (il nascente ControMovimento dei dissidenti del M5S che hannno votato in dissenso).https://www.ilmessaggero.it/video/politica/sondaggio_oltre_6_italiani_su_10_fiducia_governo_draghi-5777393.html
Meglio un'adesione critica e di controllo al governo Draghi che nuove derive demagogiche. Se siamo al punto attuale lo dobbiamo al teppismo dell'antipolitica.
E chi lo decide e giudica che sono derive demagogiche?? 😂
Le persone già dalle loro poche parole si rivelano per come sono: democratiche o liberali elitarie. Tertium nn datur. È la storia che ce lo dice e ribadusce. Quale è il retro pensiero di un liberale? Che non sono uguali e loro dono piu uguali di altri...
Con le sue sole forze alla Camera dei Deputati, Benito Mussolini non avrebbe mai potuto formare un proprio governo.
Ma grazie ai contatti e alle trattative che egli condusse per tutto il mese di ottobre, le bastò inserire qualche esponente liberale, democratico e popolare nella compagine governativa e tra i sottosegretari, per raggiungere il proprio scopo.
Il 19 novembre del 1922, la Camera votò con larga maggioranza la fiducia al Governo Mussolini.
Fra coloro che votarono a favore, figuravano nomi importanti del panorama politico italiano: Giolitti, Salandra, Facta, Bonomi, Orlando, e anche due personaggi destinati a divenire molto importanti nel futuro: Gronchi, futuro presidente della Repubblica Italiana nel dopoguerra, e Alcide De Gasperi, futuro Presidente del Consiglio nell’immediato dopoguerra. Qusti voti vennero dati a Mussolini, nonostante egli, in occasione della presentazione alla Camera del nuovo esecutivo, avesse minacciato i deputati presenti, facendo loro presente che se solo avesse voluto, avrebbe potuto facilmente ottenere con la forza la fiducia del Parlamento.
Tutto ciò avvenne senza che l’allora Presidente della Camera dei Deputati Enrico De Nicola, che diverrà in seguito il primo Presidente della neonata Repubblica Italiana, intervenisse, anzi, egli diede il proprio voto al nuovo Governo.
A fine novembre, anche il Senato accordò la fiducia al Governo Mussolini, che non ancora soddisfatto, il 24 novembre chiese ed ottenne dal Parlamento i pieni poteri per un anno. I suoi primi decreti legge vennero accolti come un ringraziamento da quanti lo avevano sostenuto nella sua scalata al potere: industriali e ricchi possidenti terrieri. Venne infatti abolita la nominatività dei titoli azionari, alla quale fecero seguito le privatizzazioni e la soppressione della tassa di successione familiare. Vennero quindi ridotte l’imposta sugli immobili, e sulla ricchezza mobile, estesa anche agli stipendi dei lavoratori pubblici e parastatali. I possidenti terrieri vennero invece premiati con lo sblocco dei fitti e con il blocco di ogni progetto di riforma agraria: a subirne le conseguenze furono i contadini ed i mezzadri, gravati di una nuova imposta. A subire le maggiori ritorsioni furono i ferrovieri, che con la loro lotta erano stati un esempio per tutte le altre categorie di lavoratori: molti di loro vennero licenziati con la scusa di un esubero di personale o con altre motivazioni. la festività del 1° Maggio venne abolita e al suo posto venne inventato il Natale di Roma, che cadeva il 21 aprile. Nel corso di quel periodo nel quale Mussolini ebbe i pieni poteri, venne costituito un esecutivo che divenne successivamente organo costituzionale: il Gran Consiglio del Fascismo. Il Vaticano ricevette rassicurazioni circa il salvataggio del Banco di Roma; il costo dell’operazione ricadde poi sulle spalle dello Stato e di conseguenza degli italiani.
Il Governo Mussolini è stato il governo più lungo nella storia dell'Italia unita, rimanendo in carica dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943 per un totale di 7.572 giorni (20 anni, 8 mesi e 25 giorni), durante il regime fascista. Fu caratterizzato da natura autoritaria via via accentuatasi fino all'instaurazione della dittatura.
Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 17 novembre 1922, a seguito della marcia su Roma, con 306 favorevoli, 116 contrari e 7 astensioni.
Il 29 novembre ottenne la fiducia al Senato del Regno con 196 voti favorevoli e 19 contrari.
Fino al 1º luglio 1924 il governo fu composto da esponenti fascisti, popolari, liberali e nazionalisti. Cessò a seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno Grandi da parte del Gran consiglio del fascismo, il 25 luglio 1943.
Secondo me questa volta c'è davvero spazio per nuovi partiti che ora non siedono in parlamento: la sinistra di Rizzo, Vox Italia di Fusaro / FSI, Paragone e dico che anche Calenda entrerà in parlamento (ma gli ultimi due non votateli assolutamente)
Non certo io, ma la storia recente. Ora anche basta grillisimi, che sotto il becero, frusto arsenale retorico dell'antipolitica (leggi: delegittimazione della sovranità democratica) nascondono solo astute operazioni di gatekeeping, trasformandosi una volta al potere in formidabili cavalli di Troia delle oligarchie tecnocratiche, e in docili strumenti funzionali alle loro logiche desovranizzanti. Ma se non ve ne accorgete nemmeno ora, a cose fatte, siete casi disperati. Ai fascismi parolai artefici del degrado istituzionale e politico visto negli ultimi mesi preferisco un recupero di centralità della Politica, unica via praticabile per un ritorno alla democrazia.
Vabbe la tua è opinione retorica di jna persona che punta all'attacco frontale denigratorio di una parte politica o meglio di cittadini che non la pensano come te. Il movimento comealtra forzavpolitica diversa da quelle tradizionali è solo ad oggi un contenutore. Le idee e la comunita rsstano ed infatti stanno trasmigrando verso alrti luoghi dove continuare a porrare avanti le proprie idee antiliberiste, antisistema, e democratiche sociali.
Le persone già dalle loro poche parole si rivelano per come sono: democratiche o liberali elitarie.
Tertium nn datur. È la storia che ce lo dice e ribadusce. Quale è il retro pensiero di un liberale? Che non sono uguali e loro dono piu uguali di altri...
Ma grazie ai contatti e alle trattative che egli condusse per tutto il mese di ottobre, le bastò inserire qualche esponente liberale, democratico e popolare nella compagine governativa e tra i sottosegretari, per raggiungere il proprio scopo.
Il 19 novembre del 1922, la Camera votò con larga maggioranza la fiducia al Governo Mussolini.
Fra coloro che votarono a favore, figuravano nomi importanti del panorama politico italiano: Giolitti, Salandra, Facta, Bonomi, Orlando, e anche due personaggi destinati a divenire molto importanti nel futuro: Gronchi, futuro presidente della Repubblica Italiana nel dopoguerra, e Alcide De Gasperi, futuro Presidente del Consiglio nell’immediato dopoguerra. Qusti voti vennero dati a Mussolini, nonostante egli, in occasione della presentazione alla Camera del nuovo esecutivo, avesse minacciato i deputati presenti, facendo loro presente che se solo avesse voluto, avrebbe potuto facilmente ottenere con la forza la fiducia del Parlamento.
Tutto ciò avvenne senza che l’allora Presidente della Camera dei Deputati Enrico De Nicola, che diverrà in seguito il primo Presidente della neonata Repubblica Italiana, intervenisse, anzi, egli diede il proprio voto al nuovo Governo.
A fine novembre, anche il Senato accordò la fiducia al Governo Mussolini, che non ancora soddisfatto, il 24 novembre chiese ed ottenne dal Parlamento i pieni poteri per un anno. I suoi primi decreti legge vennero accolti come un ringraziamento da quanti lo avevano sostenuto nella sua scalata al potere: industriali e ricchi possidenti terrieri. Venne infatti abolita la nominatività dei titoli azionari, alla quale fecero seguito le privatizzazioni e la soppressione della tassa di successione familiare. Vennero quindi ridotte l’imposta sugli immobili, e sulla ricchezza mobile, estesa anche agli stipendi dei lavoratori pubblici e parastatali. I possidenti terrieri vennero invece premiati con lo sblocco dei fitti e con il blocco di ogni progetto di riforma agraria: a subirne le conseguenze furono i contadini ed i mezzadri, gravati di una nuova imposta. A subire le maggiori ritorsioni furono i ferrovieri, che con la loro lotta erano stati un esempio per tutte le altre categorie di lavoratori: molti di loro vennero licenziati con la scusa di un esubero di personale o con altre motivazioni. la festività del 1° Maggio venne abolita e al suo posto venne inventato il Natale di Roma, che cadeva il 21 aprile. Nel corso di quel periodo nel quale Mussolini ebbe i pieni poteri, venne costituito un esecutivo che divenne successivamente organo costituzionale: il Gran Consiglio del Fascismo. Il Vaticano ricevette rassicurazioni circa il salvataggio del Banco di Roma; il costo dell’operazione ricadde poi sulle spalle dello Stato e di conseguenza degli italiani.
Il Governo Mussolini è stato il governo più lungo nella storia dell'Italia unita, rimanendo in carica dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943 per un totale di 7.572 giorni (20 anni, 8 mesi e 25 giorni), durante il regime fascista.
Fu caratterizzato da natura autoritaria via via accentuatasi fino all'instaurazione della dittatura.
Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 17 novembre 1922, a seguito della marcia su Roma, con 306 favorevoli, 116 contrari e 7 astensioni.
Il 29 novembre ottenne la fiducia al Senato del Regno con 196 voti favorevoli e 19 contrari.
Fino al 1º luglio 1924 il governo fu composto da esponenti fascisti, popolari, liberali e nazionalisti. Cessò a seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno Grandi da parte del Gran consiglio del fascismo, il 25 luglio 1943.