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“Ma questo vuol dire cedere sovranità?” Il verme risponde “certo…”

Art. 243 cp “Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinche' uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilita' contro lo Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti allo stesso scopo, e' punito con la reclusione non inferiore a dieci anni”.

Atti di ostilità sono proprio tutti quegli atti, diversi dalla guerra, che comprimono la sovranità e l’indipendenza di un Stato.

Draghi non è solo un vile affarista come ci ricordava Cossiga, è un criminale a piede libero.

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In tante occasioni, un economista democratico come Antonino Galloni (allievo, come lo stesso Draghi, dell'insigne Federico Caffè) ha svelato il gioco delle tre carte che seppellì l'Italia nella tomba del Trattato di Maastricht. Una trappola progettata proprio per sabotare il Belpaese, che era reduce dall'insopportabile boom craxiano. Lo stesso Andreotti, di cui Galloni fu consulente, ebbe a dire: «Amo talmente la Germania, che preferisco averne due». A ostacolare la riunificazione tedesca era anche la Francia. Visto però che persino l'Urss di Gorbaciov tifava per la Germania unita, Mitterrand pose i tedeschi di fronte a un aut-aut: per tornare uniti con il placet di Parigi avrebbero dovuto rinunciare al marco e adottare l'euro, visto come un ostacolo in grado di frenare l'economia tedesca.

Alla fine, Kohl accettò. A una condizione: che – come contropartita – a rimetterci fosse soprattutto l'Italia, primo concorrente industriale della Germania. Ed ecco il trappolone di Maastricht, confezionato dai peggiori poteri, anche italiani (gli immancabili collaborazionisti), e poi perfezionato da sua eminenza Romano Prodi per lo svantaggioso cambio lira-euro. Poco prima, la Germania aveva preteso che dal governo italiano venisse cacciato lo stesso Galloni. Ecco: questo aborto antidemocratico fondato sull'imbroglio e sul ricatto è il carrozzone anti-italiano per il quale sventolavano a Roma le bandiere blu degli euro-rimbambiti, ammaestrati in piazza da capipopolo a dir poco imbarazzanti.

Nell'era della censura ormai totalitaria (si veda il caso della russofobia di regime), nessuna di queste pagine è mai stata rievocata, di recente. E a nulla sono valse le denunce dei vari Barnard, neppure quando il mostro tecnocratico europeo pretendeva il sacrificio umano dei greci e lo scalpo italiano della residua sovranità nazionale. Rigore, austerity, spread. E pure l'abominio del pareggio di bilancio inserito da Monti in Costituzione, con il beneplacito del compagno Bersani. L'Unione Europea? Purtroppo non è mai nata, sottolinea Magaldi: servirebbe, eccome, ma dovrebbe essere un organismo federale e democratico, con un vero governo eletto dai popoli europei e la Bce sottoposta all'indirizzo dell'esecutivo, non più usata come clava per demolire questa o quella economia nazionale.

Se di queste grandi verità si parla pochissimo, un silenzio ancor più assordante ha seppellito il libro “L'altra Europa”, scritto da Paolo Rumor (con Loris Bagnara e Giorgio Galli) sulla base del memoriale segreto di suo padre, Giacomo, già factotum del futuro pontefice Paolo VI e plenipotenziario del Vaticano nelle trattative super-riservate che furono avviate prima ancora del 1945 per disegnare la futura Europa. Nell'immediato dopoguerra, l'esoterista francese Maurice Schumann, esponente di spicco del gollismo, rivelò a Giacomo Rumor che loro, i veri gestori del sommo potere, si ritenevano eredi esclusivi di un antichissimo network, chiamato “la Struttura”, che avrebbe ininterrottamente diretto i destini dell'area euro-mediterranea addirittura per migliaia di anni.

Attraverso i millenni, quella “Struttura” avrebbe ispirato la creazione di regni e imperi, promosso la nascita di religioni, gestito il rilascio controllato e progressivo di conoscenze detenute in esclusiva, probabilmente ereditate da una civiltà pre-diluviana. Di fatto, il dossier Rumor illumina un'élite invisibile ma onnipresente, che sovrintende a qualsiasi grande evento e, all'occorrenza, recluta figure prestigiose in qualità di consulenti. Ed ecco la curiosità contingente: lo stesso Altiero Spinelli compare nell'elenco dei membri della Super-Spectre, il supremo club oligarchico dei Padroni del Mondo. In altre parole, stando a Rumor: tra le altre cose, probabilmente Spinelli era un illustre ventriloquo di quell'élite impalpabile, che poi (adottando il metodo-Ventotene) ha davvero costruito l'orrenda Ue che conosciamo.
Giorgio Cattaneo (da Facebook)
Altro che utopica fine del contante. Due dei paesi più estremi per quanto riguarda la moneta elettronica fanno marcia indietro: usate più contanti!

In Svezia e Norvegia si sono accorti solo adesso che in caso di attacco hacker, tutti i pagamenti elettronici sarebbero bloccati.

Diamogli tempo e capiranno che ci sono anche altre cause che possono creare problemi a questa tipologia di pagamenti. La Libertà e la privacy, in ogni caso, sono garantite solo dai contanti.

E' un'ulteriore conferma che va contro la fallita Agenda 2030: i contanti, non moriranno mai.

ilgiornale.it

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possibile che nessuno possa ammanettarlo magari in diretta?
l'Unione europea non è uno stato straniero perché ci abbiamo aderito con i trattati internazionali. Non volete capire questo.
Riarmo UE: un’invasione aliena è più probabile di quella russa 👽

C’è una minaccia che incombe su di noi. È a rischio la nostra libertà, la nostra sicurezza, la nostra cultura. Dobbiamo prepararci, per difendere la pace, dunque riarmiamoci.

È questo che ci stanno ripetendo da settimane i leader politici europei e a ruota, tutti i mass media che diffondono come un megafono tale versione dei fatti.
Il piano di riarmo approvato dal parlamento europeo prevede l’investimento di 800miliardi euro. Mentre l’orizzonte temporale per essere in grado di difendersi dai russi, in caso di conflitto, è fissato in almeno 5 anni da adesso.

Si perché la minaccia, secondo questi signori, si chiama Russia, paese che non ci ha mai invaso nella storia, la nazione geograficamente più grande del mondo, ricca di risorse naturali, con partner politici ed economici come India e Cina e che dunque non avrebbe alcun motivo né bisogno di ulteriori conquiste (tanto che i loro vertici non hanno mai neppure ipotizzato possibili invasioni in suolo europeo).
A ben vedere dunque, sarebbe più plausibile oggi un’invasione aliena che non russa, ma non importa, perché i cattivi oggi sono loro ed è con tale minaccia che si giustifica alle masse dormienti europee, lo sperpero scellerato di centinaia di miliardi di euro, che equivarranno a nuove austerità, privazioni e qualsiasi sacrificio necessario.

Ora, di fronte a quella che a me pare a tutti gli effetti una follia, anzi una catastrofe di proporzioni bibliche, probabilmente il colpo di grazia definitivo di un occidente già in declino e sull’orlo del precipizio, ho una sola semplice domanda da porre, rivolta sia ai politicanti che a tutti coloro d’accordo con questo riarmo demenziale e suicida:

Ma se Putin volesse davvero invaderci, per quale motivo, dovrebbe aspettare che ci riarmiamo? 📌

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🇮🇹 “COME OSA, IL POPOLO BUE, FARE DOMANDE AL SOVRANO?

Prima il quasi-golpismo europeista leggibile nella prosa di Altiero Spinelli, citato a vanvera dai manifestanti romani del 15 marzo. Poi lo sproloquio di Roberto Benigni, strapagato dalla Rai per indottrinare il pubblico sull'immaginario Paradiso Europeo. E infine il moto di stizza di sua eminenza Romano Prodi, giunto a mettere le mani addosso a una giornalista (Lavinia Orefici, di Mediaset) colpevole di avergli chiesto di commentare un passaggio imbarazzante del Manifesto di Ventotene. Irritatissima la reazione del sire: come osa, la minuta plebaglia, insolentire il sovrano con volgari domande, al punto da perturbare la sua apollinea, intangibile magnificenza?
La regale infallibilità di Prodi, evidentemente, promana dallo stesso pantheon in cui dimora l'aura metafisica di Spinelli, così come quella del celebrato Benigni nazionale. L'eroe di sinistra, in quanto tale, è antropologicamente superiore per definizione: pura luce, si erge inviolabile sull'oceano ignorante delle menti ottenebrate. Il che è tanto più vero in questi tempi spaventevoli, in cui l'orribile Trump negozia con l'atroce Putin per mettere fine a una guerra. Veramente imperdonabile, l'impudenza di chi si impegna per la pace: che per giunta verrebbe siglata, eventualmente, da rozzi e barbarici demagoghi, infinitamente indegni dell'alto magistero civile incarnato dalla sublime Unione Europea.
A proposito: questo è un continente nel quale si può essere prima capi del governo italiano, poi presidenti della Commissione Europea e advisor della Goldman Sachs, per poi tornare (come se niente fosse) alla guida del governo italiano. Giravolte improponibili, eppure vissute con sconcertante disinvoltura dopo aver opportunamente demonizzato l'avversario, Berlusconi, presentato come male assoluto. Eppure, è andata proprio così. Il piduista di Arcore sconfitto per due volte da un tecnocrate-oligarca che Gioele Magaldi, autore del bestseller “Massoni”, qualifica come un grembiulino sovranazionale di tipo reazionario, a suo agio tra i gerarchi del potere cinese, abilmente infiltrato in Italia nelle file di quella che un tempo si sarebbe chiamata sinistra cattolica.
Romano Prodi legò per sempre il suo nome al caso Moro, riferendo che il nome “Gradoli” (da cui il covo brigatista di via Gradoli, nella capitale) sarebbe emerso nel corso di una seduta spiritica, addirittura. Nulla di così immateriale, invece, nella principale attività per la quale Prodi sarà ricordato: fu incaricato di fare letteralmente a pezzi l'Iri, cioè lo storico motore dell'economia mista, pubblico-privata, che aveva reso possibile il “miracolo italiano” del dopoguerra. Insopportabile, quella storia di successo che smentiva l'incombente neoliberismo finanziario turbo-privatizzatore: andava quindi smantellata, così come (per altre icone del made in Italy) avrebbero provveduto D'Alema e Draghi. Questo il tenore dei personaggi: e la povera untorella di Mediaset sperava davvero di ottenere dal Professore una risposta garbata, come se avesse interpellato un comune mortale?”
Giorgio Cattaneo (da Facebook)
Tu mori facevi parte di casa Pound! ma possibile che li sceglievo tutti sbagliati?
Non solo Draghi, ma anche altri servi parassiti in bella mostra che stanno a sentenziare dall'alto degli scranni in casa nostra. - A poter fare un bel falò.
Pepito Sbazzeguti
l'Unione europea non è uno stato straniero perché ci abbiamo aderito con i trattati internazionali. Non volete capire questo.
Se non è lo straniero cos'è ?... se cedi tutto a chi sta fuori dei confini del tuo paese e non risponde alla tua costituzione nè alle tue leggi, nè a quelle che lui stesso crea cos'è quel fortunato ?
Maria Paola Rossignoli
Francesco
Tu mori facevi parte di casa Pound! ma possibile che li sceglievo tutti sbagliati?
Era solo per avere visibilità tv , poi, infatti, è finita lì .
Maria Paola Rossignoli
Era solo per avere visibilità tv , poi, infatti, è finita lì .
Si ma a furia di entrare in posti sbagliati perdi credibilità e ti tiri zappa sui piedi e mori mi pare dica cose condivisibili.Poi e andato con paragone il buffone prima ancora con quei venduti di borghi bagnai e un altone della loluis che non ricordo.Tutti lega.Il peggiore di tutti bagnai che insultava tutti soprattutto lega dxll alto della sua spocchia e ora si i crogiola nella sua carica in quel partito .Buffone narcisista.