🇮🇸L’Islanda, dopo un esperimento riuscito, è ufficialmente passata alla settimana lavorativa di quattro giorni senza ridurre i salari, vengono registrati vari miglioramenti.
Lo studio, che ha coinvolto 2.500 lavoratori, ha dimostrato che la riduzione dell’orario di lavoro a 35-36 ore settimanali ha portato a un miglioramento delle prestazioni economiche, ad un aumento della produttività e a miglioramenti significativi nel benessere dei lavoratori, compresa la riduzione dello stress e del burnout.
Da allora i sindacati hanno deciso di ridurre l’orario di lavoro per decine di migliaia di dipendenti. Di conseguenza, l’economia islandese è cresciuta del 5% nel 2023 e il paese ha registrato uno dei tassi di disoccupazione più bassi in Europa.
Con tutti quelli che da noi lavorano part time o a giorni alterni dovremmo avere un pil al +1000mila% 🤣🤣 solo che da noi gli stipendi non aumentano mai🤣🤣
Come 36 ore? 6 ore al giorno per 6 giorni a settimana fa 36 ore. Quante ore al giorno lavorano questi? 8 ore e mezza? Poi si lamentano che i cinesi se l'inculano...
Teniamo presente che l'Islanda è uno stato solo sulla carta. Ha un'estensione di 100 e passa mila kmq ma 3/400.000 abitanti, più o meno come il comune di Bologna, ed è privo di un settore manifatturiero.
Praticamente un paese socialista nel quale tutti vivono di servizi. Poi, non si parla tanto di ridurre le ore lavorative quanto i giorni. Che differenza fa tra lsvorare 6 ore su 6 giorni o 9 ore per 4?
Mah, per te "socialista" è sinonimo di assistenzialismo? Come la Cina, che economicamente vale poco, immagino... L' Islanda è energeticamente autosufficiente, il che le permette di avere un' industria dell' alluminio che assieme ad altre attività e alla lavorazione del pesce (non solo servizi dunque, la maggior parte legati al turismo) le consente di avere le partite correnti in sostanziale equilibrio con un NIIP in attivo e un incremento di PIL del 4% che in UE, nel paradiso della competitività non legata agli investimenti produttivi ma al contenimento dei salari ci sognamo
Non ho nulla contro il socialismo e la presenza dello stato nell'economia tant'è vero che grazie a questa Cina e Russia possono vantarsi de essere due paesi sovrani.
Volevo piuttosto sottolineare che un paese di 390.000 abitanti non fa testo, non può essere preso come esempio. È un dato, potremmo dire "folclorico". Hanno la fortuna di avere energia a basso costo e ne fanno tesoro. È un pò lo stesso discorso di Dubai che nemmeno può essere preso come esempio.
Con 3/400.000 abitanti non puoi nemmrro avere un ospedale efficiente e per molte patologie tu devi curare i pazienti in altri paesi.
fa una bella differenza anche se si ripartisse 'l'orario in meno giorni. Ovvio che dipenda dagli impegni di ognuno, ma personalmente lo preferisco e l'ho già provato. Ora, lavorando in proprio faccio ciò che mi pare, di base però restano 5 gg lavorativi per 50 ore circa totali
Quante ore al giorno lavorano questi? 8 ore e mezza? Poi si lamentano che i cinesi se l'inculano...
Praticamente un paese socialista nel quale tutti vivono di servizi. Poi, non si parla tanto di ridurre le ore lavorative quanto i giorni. Che differenza fa tra lsvorare 6 ore su 6 giorni o 9 ore per 4?
L' Islanda è energeticamente autosufficiente, il che le permette di avere un' industria dell' alluminio che assieme ad altre attività e alla lavorazione del pesce (non solo servizi dunque, la maggior parte legati al turismo) le consente di avere le partite correnti in sostanziale equilibrio con un NIIP in attivo e un incremento di PIL del 4% che in UE, nel paradiso della competitività non legata agli investimenti produttivi ma al contenimento dei salari ci sognamo
Volevo piuttosto sottolineare che un paese di 390.000 abitanti non fa testo, non può essere preso come esempio. È un dato, potremmo dire "folclorico". Hanno la fortuna di avere energia a basso costo e ne fanno tesoro. È un pò lo stesso discorso di Dubai che nemmeno può essere preso come esempio.
Con 3/400.000 abitanti non puoi nemmrro avere un ospedale efficiente e per molte patologie tu devi curare i pazienti in altri paesi.