LA CARTA DELLA COERCIZIONE DI ALBERT BIDERMAN 1956
Si può piegare la volontà di un essere umano e indurlo a totale obbedienza e asservimento? Dalle sue ricerche sulle strategie di manipolazione psicologica dei prigionieri di guerra, Albert D. Biderman ha formulato la “Carta della coercizione”. Nell’analisi di tale strumento emerge l’analogia con le misure anti Covid-19.
La Carta della coercizione, illustra i metodi utilizzati sui prigionieri di guerra, al fine di ottenere il totale asservimento della volontà individuale alle richieste dei carcerieri. Le stesse strategie manipolatorie sono universalmente adottate in quei contesti dove l’obiettivo è piegare la volontà della persona attraverso un processo di disumanizzazione.
Quali sono queste strategie che assicurano, a chi le perpetra, il totale controllo sulle proprie vittime? Biderman ne identifica sette. Con una particolare somiglianza alle misure anti Covid-19.
1) Isolamento: questo può essere totale o parziale o anche di gruppo. L’obiettivo è deprivare la vittima del supporto sociale, in modo che sviluppi un’intensa preoccupazione per la propria persona e divenga dipendente dal proprio carceriere.
--> Vengono in mente il distanziamento sociale, l’allontanamento dai familiari e la perdita dell’indipendenza economica subita dai molti che si sono ritrovati senza lavoro.
2) Monopolizzare la percezione attraverso l’isolamento fisico, la restrizione del movimento, il creare monotonia e noia. Ciò predispone a fissare l’attenzione sui messaggi che si vogliono far accettare e ad eliminare l’informazione non-conforme, punendo l’indipendenza e/o la resistenza.
--> Ecco le recenti limitazioni del movimento e degli spostamenti, all’abolizione di feste, concerti, sport e incontri di gruppo. Domina l’informazione mediatica del terrore, la censura dell’informazione e vige la pratica dell’etichettare come ‘negazionista’ chi esprime un pensiero critico e non conforme.
3) Indurre esaurimento mentale, emotivo e psicologico, suscitando continua tensione e paura. --> Siamo inondati da mesi dai messaggi mediatici negativi, pessimisti, dai bollettini di morte e di contagi. Il messaggio è “conformati per il tuo bene e quello degli altri”. Si arriva a dire che i cosiddetti ‘negazionisti’ si meriterebbero di non essere curati.
4) Minaccia: di morte, di abbandono o di morte dei familiari Il fine è creare uno stato di ansia e di disperazione, oltre a sottolineare le conseguenze della non-conformità.
--> Minaccia di perdere il lavoro, l’attività commerciale, di ammalarsi, di morire, di contagiare e di essere contagiati. --> estensione della quarantena e delle misure restrittive. --> minaccia di ‘costringere’ al vaccino ex-lege, o de facto, in quanto chi non sarà vaccinato non potrà fare molte cose, con grave limitazione della libertà individuale
5) Indulgenza occasionale: cioè elargire permessi e favori occasionali o fare promesse di trattamenti migliori. In questo modo si vuole stimolare una motivazione positiva alla conformità, impedire l’adattamento alla deprivazione e stimolare il desiderio di compiacere il carceriere per ricevere trattamenti più umani.
--> riaperture e uscite a intermittenza, riaprire di alcuni servizi ma del divieto su altri --> Le misure e le restrizioni sono in continuo cambiamento
6) Dimostrare onnipotenza. Nella Carta della coercizione si legge “mostrare il completo controllo sul volto della vittima”. L’obiettivo è dimostrare che la resistenza è inutile.
--> Sono state fermate intere economie a livello mondiale. --> I volti devono rimanere coperti dalla mascherina pena multe,
7) Imporre regole e richieste assurde, domandandone il rispetto. La finalità è cristallina: sviluppare l’abitudine all’obbedienza.
Si può piegare la volontà di un essere umano e indurlo a totale obbedienza e asservimento? Dalle sue ricerche sulle strategie di manipolazione psicologica dei prigionieri di guerra, Albert D. Biderman ha formulato la “Carta della coercizione”. Nell’analisi di tale strumento emerge l’analogia con le misure anti Covid-19.
La Carta della coercizione, illustra i metodi utilizzati sui prigionieri di guerra, al fine di ottenere il totale asservimento della volontà individuale alle richieste dei carcerieri. Le stesse strategie manipolatorie sono universalmente adottate in quei contesti dove l’obiettivo è piegare la volontà della persona attraverso un processo di disumanizzazione.
Quali sono queste strategie che assicurano, a chi le perpetra, il totale controllo sulle proprie vittime? Biderman ne identifica sette. Con una particolare somiglianza alle misure anti Covid-19.
1) Isolamento: questo può essere totale o parziale o anche di gruppo.
L’obiettivo è deprivare la vittima del supporto sociale, in modo che sviluppi un’intensa preoccupazione per la propria persona e divenga dipendente dal proprio carceriere.
--> Vengono in mente il distanziamento sociale, l’allontanamento dai familiari e la perdita dell’indipendenza economica subita dai molti che si sono ritrovati senza lavoro.
2) Monopolizzare la percezione attraverso l’isolamento fisico, la restrizione del movimento, il creare monotonia e noia.
Ciò predispone a fissare l’attenzione sui messaggi che si vogliono far accettare e ad eliminare l’informazione non-conforme, punendo l’indipendenza e/o la resistenza.
--> Ecco le recenti limitazioni del movimento e degli spostamenti, all’abolizione di feste, concerti, sport e incontri di gruppo. Domina l’informazione mediatica del terrore, la censura dell’informazione e vige la pratica dell’etichettare come ‘negazionista’ chi esprime un pensiero critico e non conforme.
3) Indurre esaurimento mentale, emotivo e psicologico, suscitando continua tensione e paura.
--> Siamo inondati da mesi dai messaggi mediatici negativi, pessimisti, dai bollettini di morte e di contagi. Il messaggio è “conformati per il tuo bene e quello degli altri”. Si arriva a dire che i cosiddetti ‘negazionisti’ si meriterebbero di non essere curati.
4) Minaccia: di morte, di abbandono o di morte dei familiari
Il fine è creare uno stato di ansia e di disperazione, oltre a sottolineare le conseguenze della non-conformità.
--> Minaccia di perdere il lavoro, l’attività commerciale, di ammalarsi, di morire, di contagiare e di essere contagiati.
--> estensione della quarantena e delle misure restrittive.
--> minaccia di ‘costringere’ al vaccino ex-lege, o de facto, in quanto chi non sarà vaccinato non potrà fare molte cose, con grave limitazione della libertà individuale
5) Indulgenza occasionale: cioè elargire permessi e favori occasionali o fare promesse di trattamenti migliori.
In questo modo si vuole stimolare una motivazione positiva alla conformità, impedire l’adattamento alla deprivazione e stimolare il desiderio di compiacere il carceriere per ricevere trattamenti più umani.
--> riaperture e uscite a intermittenza, riaprire di alcuni servizi ma del divieto su altri
--> Le misure e le restrizioni sono in continuo cambiamento
6) Dimostrare onnipotenza. Nella Carta della coercizione si legge “mostrare il completo controllo sul volto della vittima”.
L’obiettivo è dimostrare che la resistenza è inutile.
--> Sono state fermate intere economie a livello mondiale.
--> I volti devono rimanere coperti dalla mascherina pena multe,
7) Imporre regole e richieste assurde, domandandone il rispetto.
La finalità è cristallina: sviluppare l’abitudine all’obbedienza.