🎭🕯️ IL POTERE, L’OSCURITÀ E NOI: da Pasolini a Kubrick, fino ad Epstein.

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Sintesi per chi non ha tempo (o voglia):

– Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick non parla di sesso, ma di POTERE: rituale, classe, minacce educate, silenzio obbligato. Dopo Epstein, quel film non sembra più un sogno, ma un’allegoria inquietantemente concreta.
– Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini è l’autopsia definitiva del potere: politico, ecclesiastico, giudiziario ed economico che degradano con CORTESIA DA SALOTTO. Non il fascismo storico, ma quello eterno.
– Il caso Jeffrey Epstein mostra che reti di sfruttamento, coperture e immunità ESISTONO. E che il confine tra distopia e realtà è molto più sottile di quanto si voglia ammettere.
– Le morti di Kubrick e Pasolini alimentano leggende: non prove di complotti totali, ma segnali di quanto sia PERICOLOSO guardare il potere senza inginocchiarsi.
– Non tutto è complotto. Ma molto non è affatto casuale.

IL PENSIERO di Don Chisciotte:

Se non fosse così terribilmente reale, sembrerebbe la trama di un romanzo gotico scritto da un pessimista lucido.
Un medico benestante entra in una villa isolata, assiste a un rituale mascherato dove il sesso non è piacere ma LITURGIA DI CLASSE, viene smascherato e rimandato a casa con una minaccia pronunciata con la cortesia di chi sa di poter distruggere senza sporcarsi le mani.
Questa è la scena centrale di Eyes Wide Shut, l’ultimo film di Stanley Kubrick.

Ed è bene dirlo subito: quel film non parla di erotismo.
Parla di POTERE.
Del suo linguaggio educato.
Delle sue regole non scritte.
Della certezza, gelida, che chi non appartiene alla cerchia può solo obbedire o tacere.

Il rituale non è osceno perché mostra corpi nudi. È osceno perché è NORMALE.
È organizzato. Gerarchico. Amministrato.
Il protagonista intuisce un “male superiore”, ma non lo combatte. Non può. Gli viene spiegato, con un sorriso, che continuare a vivere dipende dal dimenticare. E lui dimentica. O finge di farlo.
Il potere resta intatto. Invisibile. Impunito.

Per anni ci hanno detto che era solo cinema.
Poi è arrivato Jeffrey Epstein.

Isola privata.
Feste riservate.
Minori reclutate, spostate, restituite come oggetti.
Un accordo giudiziario che non protegge solo lui, ma anche “altri”.
Materiale archiviato. Silenzi istituzionali.
Nessuna fantasia: atti giudiziari, inchieste, documenti.

E improvvisamente Eyes Wide Shut non sembra più un sogno disturbato, ma una ALLEGORIA FIN TROPPO REALISTICA.
Non perché Kubrick sapesse tutto.
Ma perché aveva capito come funziona il potere quando non trova ostacoli: ritualizza l’abuso, lo separa dal mondo, lo protegge con la rispettabilità.

Qui nasce il cortocircuito.
Non serve credere a un’élite satanica globale per riconoscere che ESISTONO RETI DI IMPUNITÀ.
Non serve il complotto totale per ammettere che certe persone non rispondono come le altre.
Il vero scandalo non è l’eccesso. È la COPERTURA.

Pier Paolo Pasolini questo lo aveva visto prima. E senza maschere.

Salò o le 120 giornate di Sodoma non è un film sul fascismo storico. È un’autopsia del POTERE IN QUANTO TALE.
Quattro Signori: politico, ecclesiastico, giudiziario, economico.
Non personaggi, ma FUNZIONI.
Isolano dei giovani, li degradano con cortesia da salotto, trasformano il sesso in obbligo, la violenza in protocollo, il corpo in merce.

Qui non c’è orgia, c’è AMMINISTRAZIONE.
Non c’è passione, c’è regolamento.
La crudeltà non è isterica: è educata, musicale, ordinata.

Pasolini lo dice chiaramente: il sesso è la METAFORA PERFETTA del rapporto tra chi comanda e chi subisce.
La società dei consumi è il nuovo fascismo perché non reprime dall’esterno, ma convince dall’interno.
Rende desiderabile la norma.
Trasforma l’obbedienza in piacere e la sottomissione in costume.

Guardato oggi, Salò non è provocazione. È profezia.
Selezione. Sorveglianza. Uso. Scarto.
Quello che oggi chiamiamo biopolitica, Pasolini lo aveva già mostrato in tutta la sua oscenità.

Poi la realtà, come sempre, supera il cinema.

5 comments

Antonio MOLINO
L'analisi è totalmente condivisibile. Aggiungerei solo che il film Eyes Wide Shut, derivò, come tutte le opere di Kubrick, da un libro, Doppio sogno, romanzo breve dello psicanalista austriaco Arthur Schnitzler. A parte la trasposizione in chiave contemporanea e la scelta come scenario di New York, in luogo di una ormai periferica Vienna, la versione cinematografica di Kubrick è filologicamente fedele. Si può quindi dedurre che, già nei primi anni del Ventesimo secolo, esistessero congreghe dedite alla ritualità con una connotazione che già prefigura quella che si evince dagli Epstein files. Non che prima il mondo antico fosse indenne da questi tipi di degenerazione, ma da 250 anni circa la dimensione 'moderna' ha prodotto aggiornamenti prima impensabili. Paradossalmente, la cosiddetta 'civiltà dei lumi' ha prodotto più tenebre di qualsiasi altra epoca.
Sacha
Sarebbe interessante che qualcuno volesse parlare di ciò che accade in Italia da oltre 20 anni a scapito di anime gentili dei Bambini svaniti nel nulla. Chi ha provato a parlarne dal 2012 ad oggi è stato messo in carcere. provate a cercare su change…traffico di org…
Anche Rino Gaetano era a conoscenze delle porcherie delle elite e della CIA in Italia ne fa più o meno celati riferimenti nelle sue canzone e infatti è morto come in una sua canzone . Non è che i complottisti inventano le cose o le prevedono semplicemente non sono ingenui come la maggioranza e capiscono i segnali che sempre sfuggono ai poteri oscuri
Walter Tonietti
Un solo punto non mi torna.
Che Kubrick non sapesse.
Kubrick secondo me sapeva
D'accordo su ritualizzazione e copertura ma ci si scandalizza ancora troppo poco per le morti di creature innocenti