(3) Questo tema, più di ogni altro, fu la stella polare di Kissinger nel pensiero e nell'azione: egli fu ispirato meno dai più grandi trionfi del realismo ottocentesco che da una tenace ossessione per l'evitare la catastrofe.
Il punto fondamentale di questo articolo, tuttavia, non è assolutamente che Kissinger non apprezzasse Bismarck e Metternich. Persino nelle sue critiche, era spesso ambiguo. Ci viene detto, in vari modi, che "in tutta la sua ottusità c'era un elemento di grandezza", e Bismarck è ancora identificato come "la più grande figura moderna della Germania", anche se seminò "i semi delle sue tragedie del ventesimo secolo". Piuttosto, Kissinger imparò dai loro fallimenti tanto quanto dai loro trionfi. Possiamo altrettanto ribaltare la prospettiva e scoprire che Kissinger si ispirò a Metternich quando creò un equilibrio internazionale attraverso un sistema legittimo di parti interessate. E, come Bismarck, perseguì il suo obiettivo ignorando radicalmente le norme consolidate, puntando a promuovere gli interessi del suo paese attraverso negoziati con avversari di lunga data, attirandosi nel processo l'ira sia della sinistra che della destra.
Anche Henry Kissinger non è una figura così netta e definita. Fu Bismarck stesso a dichiarare che "Solo lo stolto impara dai propri errori. Il saggio impara dagli errori degli altri". Come studioso e statista, Kissinger seguì certamente questo consiglio.
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