️La situazione a Erevan si surriscalda. Si sentono esplosioni.

I manifestanti a Erevan stanno cercando di irrompere nel palazzo del governo. Sui tetti sono apparsi tiratori scelti.

Gli armeni si sono svegliati all'improvviso e sono scesi in piazza per rovesciare Pashinjan.

Cosa stavano facendo prima?

Perché quando Pashinjan si è arreso nella guerra del Karabakh, non lo hanno rovesciato ma hanno voluto credere che fosse responsabile la Russia?

Si sono seduti in silenzio e hanno lasciato che Pashinjan sconvolgesse sempre più i rapporti con la Russia, che aveva sempre difeso l'Armenia.

Perché la società armena non ha sostenuto in alcun modo la Russia nell’ultimo anno e mezzo, ma ha piuttosto permesso provocazioni contro le forze di pace russe e che Pashinjan facesse ogni sorta di dichiarazioni anti-russe?

Vogliono che i soldati russi muoiano per il Karabakh, per il quale nemmeno l'esercito armeno combatte? NO. Ringrazino di essere ancora nella CSTO. Quando ne usciranno, la questione dello stato armeno sarà messa in discussione da turchi ed azeri.

Erdogan ha dichiarato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite che Ankara sostiene l’operazione di Baku in Karabakh.

Zov Pravdj

6 comments

La tattica russa di far ricadere tutte le colpe sulle autorità armene per il ritiro dall'Artsakh non funzionerà. L'Armenia è terra cristiana. L'amicizia con la Russia non è solo politica o storica. È spirituale. Non proteggere l'Armenia oggi significa dover fare i conti con nuovi nemici in futuro. Così facendo Putin sta facendo entrare gli anglosassoni nel Caucaso, che già sono al fianco dell'Azerbaijan.
Daniele
Veramente la situazione è chiara e risaputa. Gli armeni hanno un presidente filo USA. Ha rovinato le relazioni con la Russia. E mi sembra in verità lo specchio della nostra situazione. Sinceramente non vedo perché la Russia dovrebbe intervenire.
Che c'entra il presidente con la terra o con il popolo dell'Artsakh?
Vuoi dire forse che siccome i gerarchi italiani sbagliarono a partecipare e a perdere la seconda guerra mondiale è stato giusto deportare gli italiani che vivevano nella Venezia Giulia e in Istria? L'Armenia esiste da molto prima delle invasioni turche ed è stata cristianizzata già nel IV secolo. Durante la storia dell'impero russo prima e dell'Unione Sovietica poi è sempre stata parte del mondo russo. I russi hanno la responsabilità nei confronti di quel popolo e del suo territorio storico. Non capirlo e trattare la vicenda come una semplice contesa esterna alla Federazione Russa significa tradire l'amicizia con uno dei popoli delle Russie. Che aprirebbe il fianco alle forze occidentali nel cuore degli armeni. Come è già successo con gli yugoslavi, o gli ucraini. In Yugoslavia l'attacco della Nato fu preceduto dalle lusinghe europee nei confronti di quei popoli a condividere le loro ricchezze con i potentati europei, vedi per esempio l'affare Telecom Serbia. D'altronde nemmeno allora la Russia se ne curò, nemmeno quando Belgrado cadde sotto le bombe della Nato. E sappiamo tutti cosa è successo in Ucraina. Il "soft power" americano è riuscito addirittura a far credere ai suoi cittadini che i russi fossero loro nemici giurati. E la Russia non è intervenuta se non quando è stata messa in pericolo l'incolumità della sua stessa capitale.
Rest
Che c'entra il presidente con la terra o con il popolo dell'Artsakh? Vuoi dire forse che siccome i gerarchi italiani sbagliarono a partecipare e a perdere la seconda guerra mondiale è stato giusto deportare gli italiani che vivevano nella Venezia Giulia e in Istria? L'Armenia esiste da molto prima delle invasioni turche ed è stata cristianizzata già nel IV secolo. Durante la storia dell'impero russo prima e dell'Unione Sovietica poi è sempre stata parte del mondo russo. I russi hanno la responsabilità nei confronti di quel popolo e del suo territorio storico. Non capirlo e trattare la vicenda come una semplice contesa esterna alla Federazione Russa significa tradire l'amicizia con uno dei popoli delle Russie. Che aprirebbe il fianco alle forze occidentali nel cuore degli armeni. Come è già successo con gli yugoslavi, o gli ucraini. In Yugoslavia l'attacco della Nato fu preceduto dalle lusinghe europee nei confronti di quei popoli a condividere le loro ricchezze con i potentati europei, vedi per esempio l'affare Telecom Serbia. D'altronde nemmeno allora la Russia se ne curò, nemmeno quando Belgrado cadde sotto le bombe della Nato. E sappiamo tutti cosa è successo in Ucraina. Il "soft power" americano è riuscito addirittura a far credere ai suoi cittadini che i russi fossero loro nemici giurati. E la Russia non è intervenuta se non quando è stata messa in pericolo l'incolumità della sua stessa capitale.
Che c'entra il presidente?
Ah, boh, veda lei.
La figura che regola la linea dei rapporti tra nazioni.
Rapporti che storicamente sono lunghi da creare, rapidi da rompere.

Basta vedere cosa sta succedendo con l'attuale classe politica italiana, che ha distrutto in pochi anni la tradizionale posizione di rapporto, moderazione e diplomazia del Italia nei rapporti con la Russia, ma anche con paesi del nord Africa.

Il popolo non è d'accordo?
Eh, anche qua in Italia il popolo non è d'accordo con molte cose, come ad esempio l'invio di armi in Ucraina.
Ma se la dirigenza russa può capire che non è il singolo italiano che vuole ciò, la ragion di stato esige che, causa dirigenza italiana, la Russia consideri l'Italia come paese ostile.
Sposti lo scenario al Armenia, e capirà il ragionamento
Ma di cosa si preoccupano gli armeni stanno manovrando con i loro amici yankee... più al sicuro di così ...si muore.
Fabio Taddei
Rest
Che c'entra il presidente con la terra o con il popolo dell'Artsakh? Vuoi dire forse che siccome i gerarchi italiani sbagliarono a partecipare e a perdere la seconda guerra mondiale è stato giusto deportare gli italiani che vivevano nella Venezia Giulia e in Istria? L'Armenia esiste da molto prima delle invasioni turche ed è stata cristianizzata già nel IV secolo. Durante la storia dell'impero russo prima e dell'Unione Sovietica poi è sempre stata parte del mondo russo. I russi hanno la responsabilità nei confronti di quel popolo e del suo territorio storico. Non capirlo e trattare la vicenda come una semplice contesa esterna alla Federazione Russa significa tradire l'amicizia con uno dei popoli delle Russie. Che aprirebbe il fianco alle forze occidentali nel cuore degli armeni. Come è già successo con gli yugoslavi, o gli ucraini. In Yugoslavia l'attacco della Nato fu preceduto dalle lusinghe europee nei confronti di quei popoli a condividere le loro ricchezze con i potentati europei, vedi per esempio l'affare Telecom Serbia. D'altronde nemmeno allora la Russia se ne curò, nemmeno quando Belgrado cadde sotto le bombe della Nato. E sappiamo tutti cosa è successo in Ucraina. Il "soft power" americano è riuscito addirittura a far credere ai suoi cittadini che i russi fossero loro nemici giurati. E la Russia non è intervenuta se non quando è stata messa in pericolo l'incolumità della sua stessa capitale.
Al tempo delle bombe su Belgrado il presidente russo era Eltsin.
Se ci fosse stato Putin la storia sarebbe andata diversamente..