🇨🇳 La Cina consolida la sua presenza in Africa con il porto di Tanzania

Il porto di Kilwa Masoko è progettato per gestire 60.000 tonnellate di pesce all'anno, ridurre gli sprechi e sostenere i mercati locali. Il ministro del lavoro della Tanzania prevede circa 30.000 posti di lavoro, sia diretti che indiretti, secondo quanto riportato dal South China Morning Post.

Realizzata dalla società statale China Harbour Engineering Company per 110 milioni di dollari nell'ambito dell'iniziativa "Belt and Road", la struttura comprende impianti di lavorazione del pesce e di produzione di ghiaccio, magazzini refrigerati e un'officina per la riparazione di imbarcazioni da pesca.

👉 Il progetto fa parte di un più ampio sforzo cinese per sviluppare le infrastrutture per la pesca in tutta l'Africa, con progetti portuali simili supportati in Ghana, Guinea-Bissau, Mozambico e Sierra Leone, che offrono servizi per le navi che operano lontano da casa.

Tutti questi porti sono presentati non come una serie di progetti commerciali isolati, ma come il culmine di una strategia cinese decennale che combina sicurezza alimentare, espansione industriale, influenza diplomatica e presenza marittima geostrategica.

6 comments

Proprio come le strategie coloniali occidentali modello cannuccia nella lattina.
Siamo delle merde e verremo giustamente spazzati via, il futuro è senza alcun dubbio nelle mani della Cina
esatto! ha fatto lo stesso in diversi Paesi dell'Africa ma non solo, ha costruito porti in Sri Lanka scuole ed altre infrastrutture appunto in Africa ed autostrade in Montenegro.
Utilizza manodopera cinese e poi ne tiene possesso nel senso che l'amministra e controlla in qualche modo.

Ciò malgrado credo che queste iniziative non siano da combattere in toto perchè comunque permettono lo sviluppo del Paese, idem come han fatto altri Paesi europei in Africa nello scorso secolo. Occorre però capire che non si tratta di opere di bene ed inquadrarle per quello che sono: strumenti per porre le basi in Paesi che, tipicamente, hanno ricchezze sfruttabili in futuro o si trovano in posizioni utili a questi fini.
Bisogna sperare che l'amministrazione locale, facilmente corruttibile, sia poi in grado di gestirle in autonomia
Filippo
La cina cadra tra due decenni verra superata da un altro popolo
Filippo
Dalla stessa afrika unita
Non tieni conto che sono piuttosto avanti nello sviluppo delle centrali nucleari ai sali di torio che gli permetterà di raggiungere autonomia energetica, peraltro un progetto USA degli anni 50 scartato e osteggiato perché il torio non ha utilizzi militari a differenza dell' uranio.
Piccole centrali potranno essere dislocate ovunque perché non necessitano di acqua e le scorie sono decisamente più facili da trattare
La Cina ha il futuro in mano, d'altronde sono sul mercato da 5000 anni, hanno solo patito un po' le merde britanniche...