Mi ricordo quando ero ragazzino sui banchi di scuola che andò in onda in diretta TV il cosiddetto processo Enimont che vide tra i testimoni-imputati tra gli altri proprio Arnaldo Forlani. L'uomo durante la testimonianza era in evidente difficoltà, annichilito dal linciaggio morale a cui fu sottoposta quella classe dirigente. Folle urlanti nelle piazze sapientemente aizzate da giornalisti a libro paga, la nuova classe dirigente che stava emergendo a destra come a sinistra che sventolava cappi in parlamento. Ideologi da operetta (ne cito uno Eugenio Scalfari) che spacciava paccottiglia di bassissima caratura culturale (per non chiamarla sterco) come se fosse il Nuovo Verbo che ci avrebbe accompagnato verso le nuove Magnifiche Sorti e Progressive: meritocrazia, austerità per tutti (tranne che per chi la predicava a cui spettava un fiume di danaro e privilegi), privatizzazioni a mani basse, e tanta tanta Europa, saremmo diventati nord europei pure noi, avremmo acquisito l'etica protestante weberiana. Dio era morto, Marx pure, rimaneva l'anticristo solovieviano Scalfari a predicare bontà e integrità (a chiacchiere) con le mani sui coglioni. Dopo trenta anni cosa abbiamo ottenuto? Povertà diffusa, il rischio che l'Europa si trasformi in un campo di battaglia per la terza volta in poco più di cento anni, diritti calpestati fino al punto che abbiamo passato periodi in cui pure per fare una corsetta serviva autorizzazione governativa previa inoculazione di un trattamento sperimentale di tipo genico: l'uomo non nasce libero neanche sulle scelte riguardanti la propria epidermide, serve autorizzazione governativa. Forlani, Andreotti, Craxi, ma lasciatemelo dire, anche quei pochi che transitarono in Rifondazione Comunista lasciando la piddinia erano dei grandi. Noi meno, non abbiamo esercitato spirito critico e ce l'hanno messa in culo a livelli spaventosi. (Scusate il francesismo, ma lo sapete, come Céline ritengo che il linguaggio da strada se ben dosato sia molto efficace per chiarire concetti difficili e spesso anche dolorosi).
Non cadiamo in facili apologie postume: col CAF l'Italia abiurò il nucleare (laddove avevamo uno stato dell'arte di tutto rispetto) e iniziò a porre le basi per l'aumento incontrollato del debito pubblico (paghiamo ancora adesso il costo delle baby-pensioni ai 40enni). E la demagogia sindacalista degli anni '80 raggiunse livelli inusitati. Al netto di questi errori, condivido il rimpianto per una classe dirigente che sapeva, infinitamente più della controparte attuale, come ritagliarsi spazi limitati di sovranità e dare un senso alla politica intesa come progetto sociale e nazionale di lungo respiro
Ma lei ancora crede a quella favoletta del debito pubblico. Appena ho iniziato a leggere il suo commento, mi sono fermata alle parole debito pubblico. Purtroppo ha intriettato troppa propaganda nazista, si perché questa è vera propaganda nazista in economia politica. Auguri.
La prima republica era senz'altro migliore di quella odierna,perlomeno ( sulla carta ) c'erano le ideologie cioè una visione del mondo ,ma il fatto che quello che ne è seguito sia stato peggiore non ci deve fare mitizzare il tempo passato.Forlani,politico democristiano della mia provincia era un potente e influente personaggio che se entravi nella sua congrega ti poteva far avere posti di lavoro ,permessi accelerati, soluzione di controversie ecc.Ci vorrebbe una seria analisi e riflessione su tutto il periodo del dopoguerra altrimenti si creano miti. Craxi ,oggi passa alla storia per il gesto di sigonella io ricordo anche che fu quello che seppellì la scala mobile e io rimpiango di più quest'ultima.Prima di mani pulite era usuale che la magistratura di fronte al politico potente si inceppava ed il giornalista silente seguiva la linea editoriale.Allora se dei magistrati mettevano a nudo la corruzione e dei giornalisti denunciavano questi fatti in quel momento era rivoluzionario e non è la prima volta che una rivoluzione poi produce effetti peggiori della situazione precedente anzi mi spingo a dire che i cappi agitati e l'antipolitica individualistica furono le basi di partenza del berlusconismo e del leghismo bossiano e dall'altra parte la fine di una visione classista della sinistra di cui Scalfari fu un emblema
paxvobiscum Palermo
Erano ladri, ma sapevano rubare e qualcosa in cambio te la lasciavano. Quelli di oggi non valgono una lira, non ti lasciano niente e sono ladri lo stesso. Non ho simpatie per nessuna delle due categorie.
Usi almeno categorie politiche a lei note. Si dice nazionalsocialismo tanto per cominciare, e il fatto che usi questi termini tanto a sproposito mi fa pensare che gli auguri serviranno più a lei
Elia Pinna
La costruzione e copertura mediatica martellante e totalitaria di 'tangentopoli' era indice di un piano accuratamente predisposto. Ma siamo spesso in ritardo , rispetto a chi lavora per scompaginare stati,sistemi sociali ed economico-finanziari: c'è una inevitabile disparità di armi e mezzi a disposizione. Per capire,e difendersi.
Pienamente d'accordo. Ce l'hanno messo in culo come suonare a predica.
Riccardo Garofoli
Tangentopoli fu la vendetta usa contro Craxi e tutta la classe politica del epoca. A vederla oggi è una rivoluzione colorata Abbiamo gettato l’acqua sporca col bambino Siamo stati manovrati da un ordine giudiziario sporco e maleodorante. Robba che ancora oggi grida vendetta. Gli attori del epoca poco più Che figuranti. 😩😩😩😩😩😩
Non ho simpatie per nessuna delle due categorie.