Second life - di Mario Rossi su Facebook

I nuovi media digitali sono caratterizzati dalla loro capacita‌ di combinare le funzioni testuali, visive e uditive di vari media tradizionali (libri, giornali, radio e televisione) utilizzando computer e internet, alterando cosi‌ radicalmente il modo di percezione della realta‌ e dunque della societa‌. Nessuno sa indicare vie d’uscita dalla violenta totalita‌ mediatica contemporanea, laddove i media digitali hanno creato una duplicazione del mondo esistente, una quotidianita‌ composta da codici binari e simboli. Questa seconda realta‌ comporta una confusione totale attraverso la rappresentazione digitale. La totale alienazione del pensiero critico e la blasfemia del dubbio.

La prevalenza tecnologica esercita un’influenza sempre piu‌ totalizzante sul lavoro e sulle relazioni sociali. Esempio apparentemente paradossale: a fronte dell’ideologia della presunta immaterialita‌ della sfera digitale, il capitalismo dei media digitali ha una base marcatamente materiale. Cio‌ puo‌ essere dimostrato semplicemente dall’aumento esorbitante del consumo di elettricita‌ delle infrastrutture di rete. Altra evidenza e‌ quella della reificazione (la Verdinglichung marxiana) indotta dai media digitali nella forma piu‌ potente e devastante. Non solo i processi digitali intensificano il flusso di beni, ma sensazionalizzano istericamente tutti i prodotti dell’industria, integrandoli nell’economia attrattiva delle piattaforme.

La vicenda dell’attivita‌ subliminale e piu‌ smaccatamente degli influencer (palesi ed occulti) e‌ in tal caso paradigmatica: il legame tra il feticismo delle merci e la conseguente, necessariamente falsa, coscienza. E su questo aspetto, che ha raggiunto un livello di spettacolarizzazione che avrebbe stupito perfino un Debord, si potrebbe dire ancora molto a lungo.

Per esempio: l'overdose di informazioni da‌ luogo all’incapacita‌ di distinguere tra notizie importanti e la spazzatura, diventa la strategia politica definitiva per disorientarci nella conoscenza, per immunizzare l’opinione e l’azione collettiva in relazione ai fatti e ai rapporti di potere capitalistici, e con cio‌, a ben pensarci, screditare le alternative (la novecentesca lotta di classe). Il fenomeno non e‌ una novita‌; nuovo e‌ che la produzione di informazioni socialmente inutili e‌ diventata il mezzo principale per inibire capacita‌ di pensiero autonomo e fattibilita‌ d’azione attraverso l’induzione di una stupidita‌ generale e sistematica, al limite della paranoia politica (vedi da ultimo il discorso sicurezza dopo i fatti di Torino).

Il risultato non e‌ solo la duplicazione del mondo esistente, ma anche l’estrema difficolta‌ nel trovare vie d’uscita dalla violenta totalita‌ mediatica, che impedisce qualsiasi deviazione dal discorso/narrazione dominante. (l'inevitabilità della guerra ad esempio, l'invenzione di nemici immaginari interni ed esterni ecc.).

Dunque, in definitiva l’impossibilita‌ di un approccio serio e non manipolativo (il livellamento ideologico e intellettuale ne e‌ solo un aspetto, cosi‌ come la censura dei dati e l’impiego manipolativo dei sondaggi) sulla democrazia parlamentare e la sua crisi, il nuovo fascismo e la fine dell’ordine mondiale, il riarmo e la minaccia di un grande conflitto armato che non viene realmente discusso nelle sue colossali e drammatiche implicazioni.

1 comment

Molto interessante, ma se l’autore utilizzasse gli accenti sarebbe più facile da leggere