Gli Stati Uniti stanno pagando molto di più per finanziare il proprio debito. Recentemente, un'asta di titoli del Tesoro a 30 anni è stata conclusa con un rendimento del 5,06%, il più alto dal 2007. Anche il rendimento a 30 anni sul mercato secondario è tornato a superare il 5%, dopo aver raggiunto un picco del 5,20% a maggio.
🟠Per fare un confronto, le aste per titoli con la stessa scadenza erano quotate a circa il 2,00% all'inizio del 2022. Ciò significa che il governo statunitense sta ora pagando più del doppio degli interessi sul suo debito a lungo termine rispetto a poco più di quattro anni fa.
🟠L'aumento dei rendimenti è dovuto a molteplici problemi strutturali: un crescente onere del debito, un numero maggiore di nuove emissioni di titoli del Tesoro che entrano nel mercato, persistenti rischi inflazionistici che erodono i rendimenti degli obbligazionisti e crescenti preoccupazioni sulle future esigenze di finanziamento del governo. Tutto ciò sta costringendo il Tesoro a offrire rendimenti più elevati per attrarre un numero sufficiente di acquirenti.
🟠Allo stesso tempo, l'ondata di investimenti nell'intelligenza artificiale sta esercitando ulteriore pressione: le aziende tecnologiche stanno emettendo quantità record di debito per finanziare le infrastrutture di intelligenza artificiale, competendo con il governo per la stessa riserva di capitali a lungo termine e aumentando i costi di finanziamento.
Il governo statunitense è costretto a pagare sempre di più per il servizio e il rifinanziamento del proprio debito, mentre la spesa privata nel settore dell'intelligenza artificiale intensifica la competizione per i capitali. Con i rendimenti che ora si avvicinano ai massimi degli ultimi due decenni e la traiettoria fiscale che non mostra segni di rallentamento, la situazione complessiva del debito statunitense si sta aggravando, con potenziali ripercussioni sui mercati finanziari globali e sui costi di finanziamento in tutto il mondo.