Niente di nuovo sul fronte orientale
Non vi sono segnali concreti di pace sul fronte orientale. La Russia non può rinunciare alla Crimea, perché significherebbe rinunciare al Mar Nero. Non può rinunciare ad avere un’Ucraina neutrale, fuori dalla NATO. Senza la Crimea e un’Ucraina non ostile, la Russia non sarebbe più niente e vedrebbe compromessa la propria sicurezza. Per contro, i dirigenti politici attuali dell’Ucraina, ammesso e non concesso che possano decidere senza l’avallo di Washington, non vogliono, specie al punto in cui è la situazione, accettare le condizioni della Russia.
Tutto ciò è stato provocato deliberatamente dagli Stati Uniti d’America, seguendo la consueta strategia: tenere gli avversari divisi per tenere il mondo unito sotto il proprio dominio. A Washington erano ben consapevoli che la linea Brzezinski, che rimane il loro punto di riferimento geopolitico, avrebbe portato al conflitto aperto con la Russia. «Ma, Zbig, quante volte puoi mettere uno stecco nell’occhio alla Russia, senza che reagisca?» (David Ignatius del Washington Post, nel libro-intervista con Zbigniew Brzezinski). Nella visione di Brzezinski era di vitale importanza che l’Ucraina venisse inglobata quanto prima nella comunitĂ  euroatlantica, perchĂ© “la Russia senza l’Ucraina cessa di essere un impero euroasiatico” ("The Great Chessboard. The World and Politics in the Age of American Supremacy", Z.Brzezinski, 1997).

1 comment

Massimo
Tra l'altro un libro vecchiotto si sapeva tutto nei minimi particolari a Bruxelles perĂČ leggono topolino e poi sono cretini.