NON ABBIAMO DIRITTO A LAVORARE PUR AVENDO UN LAVORO – LA PROTESTA A TORINO
Byoblu era a Torino per seguire la manifestazione organizzata dal "Coordinamento Lavoratori No Green Pass". Molti cittadini sono scesi in piazza contro il green pass studenti, lavoratori, gente comune. Tutti
uniti contro il certificato verde.
➡️ https://go.byoblu.com/ProtestaTorino
L'Italia è il Paese perfetto per condurre sperimentazioni politiche, sociali e financo sanitarie.
Chi meglio di un popolo con uno scarso senso di appartenenza, di consapevolezza e privo quasi del tutto del senso comunitario può prestarsi a ciò?
Un popolo perennemente diviso, da 80 anni in balia del giogo parlamentare e "democratico" espressione di una politica da consorteria e da fazione che fa gli interessi di parte e non della Patria, che vive da parassita sulle sue spalle.
Credete davvero che se imporranno i domiciliari ai non vaccinati gli altri per solidarietà scenderanno in piazza contro la tirannia?
Molti commercianti già vorrebbero impedire le manifestazioni perché subirebbero danni economici, però prima quando erano chiusi sbraitavano per riaprire ed elemosinavano indennizzi dallo Stato, esigendo solidarietà.
Chi ha già accettato vaccinazioni multiple e il Marchio Verde vuole solo condurre la propria vita senza problemi, oramai è parte integrante dello stesso sistema che gli concede diritti prima revocati e successivamente resi come dei privilegi.
Uno che si sente privilegiato difficilmente farà qualcosa di concreto per chi è svantaggiato, soprattutto se ciò significa perdere questo status rinunciandovi, al massimo si limiterà a frasi di circostanza e a qualche pacca sulla spalla.
Una volta "salvato" il proprio orticello quello che c'è attorno può desertificarsi.
Si potrà obiettare che non tutti sono così ed è vero, ma la realtà che ci circonda è drammaticamente evidente.
I refrattari sono diventati sorci, disertori, imboscati, terroristi, untori, persone da riempire col piombo, da bastonare e da confinare, questo è stato detto sui canali della televisione nazionale.
Prima o poi tutto questo finirà, ma non di certo per via della solidarietà manifestata in favore di chi viene ingiustamente discriminato dallo stesso Stato a cui paga imposte e tributi.