Un partecipante al recente sabba finanziario nel Wyoming (il simposio planetario dei banchieri centrali) ha candidamente distinto tra quelli che possiedono una conoscenza superiore dei fatti economici, giustappunto quelli che presiedono allâeconomia globale, e tutti gli altri comuni mortali che invece sarebbero âfinanziariamente meno alfabetizzatiâ. Sicuramente dal punto di vista delle tecniche finanziarie e speculative questa gente in blazer sa il fatto suo come pochi altri. Tuttavia non eĚ casuale che questi aspiranti âpilastri della saggezzaâ, con tutti i loro sistemi informativi avanzati, una vasta gamma di data base e lâuso di modelli econometrici computerizzati, siano stati completamente colti alla sprovvista dallâaumento piuĚ consistente e rapido dellâinflazione che si sia avuto da quattro decenni. Tale mancanza di comprensione e lungimiranza eĚ stata personificata dal presidente della Fed, Jerome Powell. Lo stesso che allâincontro virtuale di Jackson Hole di un anno fa aveva insistito sul fatto che lâinflazione, di cui vi erano giĂ chiari e inequivocabili segnali, sarebbe stata âtransitoriaâ e una volta che la pandemia fosse finita ci sarebbe stato un ritorno a una situazione di bassa inflazione. Tuttavia questa presa di posizione non era semplicemente il prodotto dellâignoranza. Lâerrata lettura della situazione serviva a difendere determinati e cospicui interessi. Costituiva la logica giustificazione per le politiche della Fed e delle altre banche centrali, che per anni hanno iniettato trilioni di zecchini nel sistema finanziario per sostenere le societaĚ quotate e garantire che lâorgia della speculazione potesse continuare. Alla riunione di Jackson Hole di questâanno, tenutasi in condizioni dâinflazione galoppante, Powell ha posto le basi per la risposta da dare, accolta da tutti i partecipanti, insistendo sul fatto che le banche centrali non devono esitare davanti ai rialzi dei tassi dâinteresse e, se necessario, andare oltre le misure attuate del presidente della Fed Paul Volcker negli anni 1980. Lâeconomia globale eĚ a una svolta storica, molti dei fattori che fino allâaltro ieri erano favorevoli allâofferta aggregata e hanno tenuto a freno lâinflazione sono destinati a trasformarsi in fattori contrari. Includevano un ambiente geopolitico stabile, che ha consentito lo sviluppo di accordi commerciali internazionali e reti di produzione globale, il rafforzamento delle forze di mercato nelle economie nazionali che hanno portato alla privatizzazione e alla deregolamentazione dei mercati del lavoro, sviluppi tecnologici che hanno consentito di abbassare i costi di produzione, lâampio accesso a siti di produzione piuĚ economici e creazione di paradisi fiscali legali per le societaĚ. I rappresentanti delle eĚlite finanziarie di Jackson Hole hanno chiarito chi saraĚ chiamato a sopportare i âdoloriâ della recessione economica in arrivo. E cioè noi comuni mortali finanziariamente meno alfabetizzati. (Mario Rossi, facebook)
A me non sembra che possiedono unâintelligenza superiore per nascita per razza o per religione. Il mercato e lâalta finanza se li sono costruiti nei secoli, mi sembra ovvio che lo conoscono meglio dei âcomuni mortaliâ. Ă a loro immagine e somiglianza. Ma se invece del grande Reset partisse âLa tirata dello sciacquoneâ di questi figli della mmerda, si potrebbe partire con il mercato e la finanza dei âComuni mortaliâ, e ci sentiremo tutti piĂš intelligenti è superiori.
paxvobiscum Palermo
Che loro non l'immaginassero non ci crederò ne ora ne mai. C'ero arrivato pure io che dopo la pandemia i prezzi sarebbero esplosi e loro no!? Magari non immaginavano queste dimensioni.
nei secoli, mi sembra ovvio che lo conoscono meglio dei
âcomuni mortaliâ. Ă a loro immagine e somiglianza. Ma se invece del grande Reset partisse âLa tirata dello sciacquoneâ di questi figli della mmerda, si potrebbe partire con il mercato e la finanza dei âComuni mortaliâ, e ci sentiremo tutti piĂš intelligenti è superiori.