Più ci penso e più mi sembra che abbiano trasformato il mondo intero nel sanatorio di Davos dove Thomas Mann ha ambientato il suo Zauberberg. Se la giornata nel sanatorio era scandita dalla misura delle febbre fatta ad orari stabiliti, la nostra vita è scandita dal rito della conta dei presunti morti e infetti che ogni giorno si svolge alla cinque. Sì, sì, lo so bene, fate tutti finta di non pensarci, poi scatta quel sottile senso di inquietudine che è la spia d'allarme che indica il momento in cui dobbiamo andare a controllare pena quel sentimento leggero ma soffocante che continua ad assillarci. E non conta assolutamente nulla, che razionalmente sappiamo che quelle statistiche sono false, o forse proprio il fatto che siano false ce le rende ancora più importanti: perchè ci da il segno di quello che il Regime Pandemico sta architettando. Fatto sta che le cinque sono l'ora in cui abbiamo il riflesso del cane di Pavlov: nella nostra mente riecheggia il suono piatto e nasale di Locatelli che presenta l'orrore della contabilità mortuaria. Hai voglia tu a fare il Settembrini, a dire le cose che non vanno dette. Sono tutti meccanismi di autodifesa. Il tentativo di razionalizzare l'orrore e l'inquietudine per il nostro futuro. Ma non puoi razionalizzare la follia delle nostre classi dominanti. Sono completamente pazzi e hanno ammalato interi popoli; un male dell'anima, un male sottile, un male che ci accompagnerà a lungo. Anche dopo che questo regime sarà abbattuto. Ce lo porteremo appresso per il resto dei nostri giorni. E forse, quando tutto sarà emerso, per molti sarà qualcosa di insopportabile.
1 comment
Mirella
Ce la faremo a vedere l'abbattimento di questo regime? Oggi parecchie persone che conosco hanno messo trionfalmente le foto dell'avvenuto vax sui loro profili... le morti di questi giorni non hanno generato nessun dubbio nelle loro menti