In questa immaginetta, giacché oggi le plebi parlano per immaginette, c'è l'essenza del comune sentire delle masse, quella che Agamben definisce la riduzione dell'essere a "nuda vita". Ma essa spiega tutto, ossia la regressione a livelli elementari, anzi neonatali, della coscienza collettiva, ridotta appunto all'emozione sentimentale auto consolatoria di servette, istruttori di ginnastica, dipendenti comunali, studenti universitari. (Alfredo Morosetti, via Facebook)

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Mette a nudo chi siamo poche ciance.
Catena alimentare e predatore sociale in cima a tale catena.
Infine indica il modo primitivo del ragionare del cervello che siamo, fa parlare la pecora umanizzandola (metafisica).
Morosetti la coscienza collettiva non esiste.
Esistono solo coscienze soggettive autoreferenziali programmate a ragionare dal genoma dentro uno specifico frame di algoritmi e il genoma le fa ragionare diversamente da specie a specie.
La nostra specie si auto programma socialmente con una comune memoria storica collettiva (oggi tale ruolo lo hanno i media) dentro a un proprio totem metafisico (ideologia).
Frammentando le fonti di programmazione la stessa memoria storica collettiva va in frantumi, in separazione di preferenze ideologiche (ovvero si rifà fortemente autorefetenziale) e di impulsi sessuali bestiali, quanto alimentari (cuochi cucine cibo competizioni circenses ballerine veline tette culi cosce eccone spiegato il gran successo).
Punto e basta.
Veramente, bisogna chiudere tutti i social e riportare i discorsi solo dal vivo, è sbagliato far avere un pubblico a chi spara scemenze e non potergli impedire di parlare in pubblico.
Dimenticate le onlyfansette...