La verità sulle tasse e sullo Stato.

Un nuovo Stato che nasce oggi non ha ancora tassato nessuno. Per poter tassare deve prima emettere moneta e distribuirla. Quindi per definizione la spesa precede la tassazione — non può essere altrimenti.

Le tasse non possono finanziare ciò che deve già esistere perché le tasse siano possibili.

È come dire che il pollo viene prima dell’uovo: in questo caso la risposta è certa, non opinabile.

Dove invece entra l’opinione:

La parte ideologica comincia dopo — su cosa fare con questa consapevolezza. Quanto deficit fare, come redistribuire, quanto tassare.

Ma la parte descrittiva — lo Stato sovrano spende creando moneta, le tasse drenano quella moneta per ragioni funzionali — è semplicemente una descrizione del meccanismo reale, non una proposta politica.

Il problema è che questa distinzione viene sistematicamente confusa, sia per ignoranza che per convenienza politica.

Il frame “lo Stato deve raccogliere prima per poter spendere” è falso per uno Stato sovrano, ma è enormemente utile per giustificare la balla dell’austerità.

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Avvocato, tutto teoricamente vero ma uscissimo dall' euro sarebbe un massacro per una nazione che lavora le risorse che compra da fuori. La nostra moneta varrebbe nulla anche per le ritorsioni UE. Si guardi la Russia, stampa ma ha una moneta di scarso valore. Se non avesse il petrolio (energia unico vero valore nel sistema fiat) sarebbe in miseria da tempo. La moneta nella storia ha sempre ha sempre avuto una contropartita e il disastro che viviamo è iniziato nel 1971 (in realtà anche prima ma ufficialmente con la fine del Gold standard). Non credo sia corretto quindi dire che lo stato ha creato la moneta e dopo le tasse perché la moneta esisteva già ed erano per lo più metalli preziosi che poi gli stati hanno nominato lira, franco ecc pezzi di carta che ne rappresentavano il valore. Abbiamo un botto di oro, stampiamo per l'equivalente e lasciamolo in giro nell' economia reale senza continuare a decurtare la quantità come fa la repubblica italiana parassita. A mio parere l' unico modo per creare un circuito virtuoso (che ispirerebbe altri stati), evitare inflazione e essere immuni dalle ritorsioni europee.
Cristiano
Avvocato, tutto teoricamente vero ma uscissimo dall' euro sarebbe un massacro per una nazione che lavora le risorse che compra da fuori. La nostra moneta varrebbe nulla anche per le ritorsioni UE. Si guardi la Russia, stampa ma ha una moneta di scarso valore. Se non avesse il petrolio (energia unico vero valore nel sistema fiat) sarebbe in miseria da tempo. La moneta nella storia ha sempre ha sempre avuto una contropartita e il disastro che viviamo è iniziato nel 1971 (in realtà anche prima ma ufficialmente con la fine del Gold standard). Non credo sia corretto quindi dire che lo stato ha creato la moneta e dopo le tasse perché la moneta esisteva già ed erano per lo più metalli preziosi che poi gli stati hanno nominato lira, franco ecc pezzi di carta che ne rappresentavano il valore. Abbiamo un botto di oro, stampiamo per l'equivalente e lasciamolo in giro nell' economia reale senza continuare a decurtare la quantità come fa la repubblica italiana parassita. A mio parere l' unico modo per creare un circuito virtuoso (che ispirerebbe altri stati), evitare inflazione e essere immuni dalle ritorsioni europee.
Non è necessario uscire forzatamente dall'€, perlomeno non subito, potremmo creare la nostra moneta sovrana e rivitalizzare con questa la nostra economia che è fatta principalmente di piccole e medie imprese con il S.I.R.E. ovvero crediti fiscali cedibili tramite piattaforma elettronica e carta magnetica tessera sanitaria, già predisposta che abbiamo tutti (moneta positiva) unmondopositivo.it
Maria David
Non è necessario uscire forzatamente dall'€, perlomeno non subito, potremmo creare la nostra moneta sovrana e rivitalizzare con questa la nostra economia che è fatta principalmente di piccole e medie imprese con il S.I.R.E. ovvero crediti fiscali cedibili tramite piattaforma elettronica e carta magnetica tessera sanitaria, già predisposta che abbiamo tutti (moneta positiva) unmondopositivo.it
Ma qual'è l'utilità per le istituzioni bulimiche di soldi italiane di lasciare crediti fiscali in circolazione? Sono soldi che non entrano nelle tasche e considerando il debito pubblico di 3k bln ne hanno bisogno come il pane e non lo permetteranno mai. Tanto meglio lavorare nero e fare girare cash in modo non depredabile. Capisco la bontà delle vostre idee, conoscevo già il progetto ma le tasse non sono un controvalore, l'oro lo è, il rame, l'argento, il petrolio lo sono.
🇮🇹Su ciò che è successo ieri a Modena parto dal finale. Inizio dal protagonista buono, Luca Signorelli, un patriota che eroicamente si getta all’inseguimento dell’autore di una strage, il quale, armato di coltello lo ferisce nella colluttazione a terra. È l’italiano semplice, quello che agisce di istinto per senso civico sprezzante di ogni pericolo derivante dalla sua generosità e sete di giustizia. Poi ci sono i protagonisti infausti, quelli che in un istante hanno visto trasformarsi una passeggiata per le vie del centro in una tragedia che durerà tutta la vita.  Due di loro adesso sono senza le gambe, dicono per colpa di uno squilibrato. Poi ci sono altri due protagonisti: la società civile e lo Stato con le sue istituzioni. La prima, con ancora il sangue sui marciapiedi, si affanna subito nell’assicurarci che non si tratta di terrorismo e che non c’è nessuna motivazione ideologica alla base del vile attentato. A supportare la tesi spunta subito fuori la giustificazione che il “ragazzo” alla guida, alcuni anni fa, era stato sottoposto a un trattamento di supporto psicologico. Insomma, il classico squilibrato che ha svalvolato. Una narrazione intenta a minimizzare che l’italiano alla guida dell’utilitaria non si chiama Giuseppe, Paolo o Giovanni ma Salim. Sullo Stato, forse il vero colpevole di questa tragedia, riporto un passaggio del mio ultimo libro “Io come Chavez”: “Questo fenomeno ha messo in evidenza l’esistenza di società parallele, impermeabili al tanto proclamato processo di integrazione. Un simile scenario dimostra come la rinuncia a una cultura di riferimento condivisa possa mettere a rischio la coesione della comunità nazionale, rendendo lo Stato più vulnerabile a crisi identitarie e frammentazioni interne. Di fronte a questi fenomeni, è necessario riflettere attentamente sulle politiche finora fallimentari di accoglienza e di integrazione, ponendo al centro il rafforzamento dell’identità collettiva e la salvaguardia dell’ordine sociale. Questa sfida richiederà che ciascuno di noi non solo abbandoni, ma condanni apertamente il linguaggio ingannevole che elude le responsabilità reali e alimenta la manipolazione ideologica, spesso nascosta dietro slogan accattivanti sulla diversità, sull’inclusione e sul multiculturalismo presentati come valori aggiunti per la società. Questa situazione ha generato tensioni sociali crescenti, alimentando diffidenza e conflitti, piuttosto che integrazione. E siamo solo all’inizio.”
Purtroppo una tragica domenica...
Fabio Filomeni
BrescianoDOCG M.A.S.
🇮🇹Su ciò che è successo ieri a Modena parto dal finale. Inizio dal protagonista buono, Luca Signorelli, un patriota che eroicamente si getta all’inseguimento dell’autore di una strage, il quale, armato di coltello lo ferisce nella colluttazione a terra. È l’italiano semplice, quello che agisce di istinto per senso civico sprezzante di ogni pericolo derivante dalla sua generosità e sete di giustizia. Poi ci sono i protagonisti infausti, quelli che in un istante hanno visto trasformarsi una passeggiata per le vie del centro in una tragedia che durerà tutta la vita.  Due di loro adesso sono senza le gambe, dicono per colpa di uno squilibrato. Poi ci sono altri due protagonisti: la società civile e lo Stato con le sue istituzioni. La prima, con ancora il sangue sui marciapiedi, si affanna subito nell’assicurarci che non si tratta di terrorismo e che non c’è nessuna motivazione ideologica alla base del vile attentato. A supportare la tesi spunta subito fuori la giustificazione che il “ragazzo” alla guida, alcuni anni fa, era stato sottoposto a un trattamento di supporto psicologico. Insomma, il classico squilibrato che ha svalvolato. Una narrazione intenta a minimizzare che l’italiano alla guida dell’utilitaria non si chiama Giuseppe, Paolo o Giovanni ma Salim. Sullo Stato, forse il vero colpevole di questa tragedia, riporto un passaggio del mio ultimo libro “Io come Chavez”: “Questo fenomeno ha messo in evidenza l’esistenza di società parallele, impermeabili al tanto proclamato processo di integrazione. Un simile scenario dimostra come la rinuncia a una cultura di riferimento condivisa possa mettere a rischio la coesione della comunità nazionale, rendendo lo Stato più vulnerabile a crisi identitarie e frammentazioni interne. Di fronte a questi fenomeni, è necessario riflettere attentamente sulle politiche finora fallimentari di accoglienza e di integrazione, ponendo al centro il rafforzamento dell’identità collettiva e la salvaguardia dell’ordine sociale. Questa sfida richiederà che ciascuno di noi non solo abbandoni, ma condanni apertamente il linguaggio ingannevole che elude le responsabilità reali e alimenta la manipolazione ideologica, spesso nascosta dietro slogan accattivanti sulla diversità, sull’inclusione e sul multiculturalismo presentati come valori aggiunti per la società. Questa situazione ha generato tensioni sociali crescenti, alimentando diffidenza e conflitti, piuttosto che integrazione. E siamo solo all’inizio.” Purtroppo una tragica domenica... Fabio Filomeni
Io la vedo semplice semplice: un italiano che non trova lavoro sfoga sui social la sua frustrazione; un italiano con cittadinanza derivata da immigrazione di seconda generazione quando non trova lavoro è un probabile stragista. Abbiamo reazioni diverse fra le varie culture sociali.
Cristiano
Ma qual'è l'utilità per le istituzioni bulimiche di soldi italiane di lasciare crediti fiscali in circolazione? Sono soldi che non entrano nelle tasche e considerando il debito pubblico di 3k bln ne hanno bisogno come il pane e non lo permetteranno mai. Tanto meglio lavorare nero e fare girare cash in modo non depredabile. Capisco la bontà delle vostre idee, conoscevo già il progetto ma le tasse non sono un controvalore, l'oro lo è, il rame, l'argento, il petrolio lo sono.
Hai messo 3 concetti che noi non abbiamo mai affermato
1) il credito fiscale serve a stimolare l'economia e produrre miglioramenti strutturali (energia, asfalto, tecnologia) forma credito cedibile che può non essere riscosso subito
2) Ti invito a rivederti meglio la materia, se la produzione passa da 1 a 1,1 allora anche il rapporto diminuisce e non lo hai incrementato, visto che non devi neanche pagare percentuali
3) il controvalore è quello che hai prodotto, nessuno e proprio nessuno qui pensa che la tassa lo sia
Lore Blasto
Onesto, dammi un libro di mises, così da potere anche io valutarlo
Caro amico, non sono qui per fare polemica, non credo nella stampa di moneta a fondo perduto, crediti fiscali, bonus 110 ecc. Sono qui perché ho profonda stima e amministrazione per l'avvocato Mori fin dalla prima volta che l'ho sentito parlare e anche se abbiamo idee economiche diametralmente opposte credo che la precondizione per entrambe sia l'uscita dall' UE (per cui ho partecipato nel mio piccolissimo finanziando le sue iniziative legali). Vi auguro il successo della vostra battaglia , sicuramente volete migliorare come quanto lo vorrei io la società ma rimane comunque la strada sbagliata dal mio modestissimo punto di vista. Se invece sei seriamente curioso per un altro punto di vista ai tempi del Covid mi sono imbattuto nelle 5 lezioni di economia austriaca che mi hanno stravolto e ho proseguito con l'azione umana.
Lore Blasto
5 lezioni di economia, lo cercherò 👍🏼
Mi scuso, il tono mi sembrava polemico e sinceramente non avevo voglia, buona lettura allora!
Avvocato Mori ma le denunce fatte a Draghi e Speranza,non se ne più parlato,io personalmente ne presentai una ,come avvocato non ti sei pronunciato.