Tutti i 17 commenti sono a favore, ma ahimè sono tutti di uomini, salvo forse quello col nickname "Luna", ma non credo. Ho letto oltre a questo commento di Masala Chili, un altro di Andrea Zhok, docente universitario con cui di solito concordo, che a sua volta negava il paternalismo e negava la rilevanza statistica dei femminicidi, sostenendo che gli omicidi che riguardano uomini ammazzati sono numericamente superiori a quelli delle donne, ma nessuno li ha mai tematizzati come uccisioni "di genere". Il problema è che per le donne uccise, piu' del 50% degli assassini sono appartenenti maschili della loro famiglia (cosa che per gli uomini avviene in una percentuale infima). Con questo dato, oltre a rispondere all'improvvido che qui si chiede quanti uccisori sono immigrati, credo di suggerire quale sia la problematicita' relativa ai femminicidi, che porta con se' il patriarcato. La donna, per alcune societa' e per tanti in questa, e' una proprieta', non un individuo del tutto libero. Tutto qui. Se crescono figli deboli, e' ancora il disagio verso una societa' che li vuole forti o piu' forti della (loro) donna a spingerli a gesti estremi.
Un assassino ,uomo o donna,è un assassino,tutto il resto,se ci pensiamo un po’,è propaganda. Teniamo gli occhi aperti,impediamo che i giochi di potere interferiscano con la nostra salute mentale,e i nostri figli,nipoti, etc,teniamoli al sicuro fuori da strutture educative che di educativo non hanno nulla,la formazione di un’anima,e di un cervello,inizia dal ventre di una madre.
Masala scrive ciò che i maschi pensano siano o non siano istruiti. Le donne/femmine e le femmine /donne( di quale fascia di età erano in piazza ?),dubito che vivano la loro esistenza con un programma ideale di vita privata e sociale che implica relazioni non conflittuali con la specie umana.Con loro non si deve parlare di genere maschile e/o femminile perchè non sanno chi sono e cosa vorrebbero essere.Lasciamole alle loro suggestioni che chiamano valori etc,etc.
Mi vergognerei profondamente per l uso completamente inappropriato ed evidentemente ignorante del significato del termine matriarcato. Che tristezza constatare quanto ancora siano lontani da una vera conoscenza personaggi "pubblici" e quanto ancora facciano propaganda rimasticando idee e concetti.
In questo mondo sono saltati tutti gli equilibri e il rapporto tra i due sessi ne ha risentito fortemente. È da anni che maschi e femmine hanno stravolto i rispettivi ruoli. Non c'è quasi più cameratismo fra i due sessi perché un sistema malato istiga le donne che si credono femministe a voler prevalere sui compagni
Non hanno neppure più rispetto per sé stesse, sono convinte che per essere libere devono circolare mezze nudo, senza più dignità né pudore. Rinunciano al loro ruolo di custodi della vita perseguendo obiettivi che non le soddisfano per cui vedono il maschio come un nemico.
Ma oltre a queste femministe ultras ci sono poi le sottomesse al maschio che accettano soprusi e botte e, se le difendi, ti si scagliano contro perché non hai il diritto di intrometterti. Penso che a questa categoria appartengano le vittime dei famosi femminicidi. Se guardate il copione è sempre lo stesso...un ultimo appuntamento..finito male.
Non sono da rieducare i maschi ma anche le femmine perché ritrovino il loro posto nella società . Ai miei tempi se un maschio ti guardava lo giudicavi un complimento e ti faceva piacere, non lo accusavi di stuprarti con lo sguardo.
Oggi mia nipote di 14 anni ha commentato così l'ultimo femminicidio: ALLE DONNE PIACCIONO GLI UOMINI TOSSICI.
A me sono cadute le braccia
Ciò detto, convengo su tutto.
perché
La demascolinizzazione e infantilizzazione dei giovani é una violenza sugli uomini stessi e sui giovani.
La verità é che si vuole una societa di pecore imbelli o di fanatici estremisti e decerbrati, a seconda della necessità .
Teniamo gli occhi aperti,impediamo che i giochi di potere interferiscano con la nostra salute mentale,e i nostri figli,nipoti, etc,teniamoli al sicuro fuori da strutture educative che di educativo non hanno nulla,la formazione di un’anima,e di un cervello,inizia dal ventre di una madre.